lunedì 22 ottobre 2018

LEGGETE LA COSTITUZIONE ED EVITERETE DI ANDARE IN TV A DIFFONDERE FALSITA'.

L'Articolo 38 della Costituzione della Repubblica Italiana recita testualmente:

"Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione all'avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L'assistenza privata è libera."
Questo si, è parlare chiaro!
E, purtroppo, non parla certamente altrettanto chiaro l'egregio e titolatissimo Ezio Mauro che stamattina va in televisione a dire più o meno questo:
"Se la manovra economica del governo non prevede aiuti alla crescita allora si limita al puro assistenzialismo."



E allora? 
Perché, caro Ezio Mauro, le chiedo, non si dovrebbe fare assistenzialismo, se l'esercizio dello stesso è previsto anche dalla Costituzione della Repubblica Italiana, di cui tanti soloni, come Lei, si riempiono la bocca per poi disattenderla alla prima occasione utile? Lei l'ha letta la Costituzione o la sua disattenzione è frutto solo del tentativo maldestro e malriuscito di fare cattiva propaganda anti-governativa? Ergo disinformazione? Oppure, pensa che la Costituzione serva solo a preservare e a ribadire i poteri del Capo dello Stato quando qualcuno minaccia che essi debbano essere limitati? E non si pregi di smentire quanto ha detto e quanto appena le ho attribuito perché la sua frase io l'ho ascoltata con le mie orecchie e, se non dovesse bastare la mia testimonianza, potremmo sempre ricorrere ai filmati delle preziose teche RAI. 
Con osservanza, un suo ex-estimatore.

P.S. Ah! Quasi dimenticavo. La Costituzione dice pure che la Repubblica Italiana è basata sul lavoro, ma purtroppo non tutti ce l'hanno e dice pure che tutti i cittadini hanno diritto all'Assistenza Sanitaria e, purtroppo, pare che non tutti abbiano diritto a stare in buona salute e ad essere curati e guariti. Ma questo, ovviamente, passa in secondo piano rispetto allo "spread" e all'aumento del deficit. Sic! 
smr   

lunedì 8 ottobre 2018

Il sorriso sospeso.

   Una volta a Napoli, inizialmente solo nel rione Sanità, poi anche negli altri quartieri del centro, quando uno era allegro, perché qualcosa gli era andata bene, invece di pagare un caffè al barista ne pagava due e lasciava il secondo caffè, quello già pagato, per il prossimo cliente che, ovviamente, il più delle volte gli era sconosciuto. 
   Il barista avrebbe provveduto, in seguito, ad offrire gratuitamente il caffè ad un anonimo, ignaro e soddisfatto avventore.  
   La tradizione di questo gesto nobile, che fu chiamata "caffè sospeso", prese piede negli anni e si affermò, arrivando intatta fino ai nostri giorni.    
   Ancora oggi a Napoli, in molti bar storici del centro, vige la consuetudine di pagare al barista due caffè: consumando uno per sé e lasciando l'altro "sospeso", perché venga consumato, dallo sconosciuto, che arriverà al bancone dopo di noi. 
   Il caffè sospeso era ed è considerato un gesto nobile e altruistico; un modo come un altro per lasciare, non solo il caffè, ma anche un po' di zucchero, quindi di dolce, all'umanità che sta fuori di noi.




   Allora sarebbe bene che questa bella e nobile tradizione si "sdoppiasse"; che s'iniziasse anche la tradizione del... "sorriso sospeso". 
   Che tra l'altro non costa nemmeno l'euro del caffè, anzi non costa niente, anzi è completamente gratuito e, soprattutto, potrebbe essere contagioso.
   La mattina, quindi, quando usciamo di casa cominciamo a lasciare in giro, alla gente intorno a noi sorrisi, e non solo uno, ma anche più di uno: una raffica di sorrisi, all'indirizzo di tutte le persone che incontriamo per strada, e che, per lo più, ci sono sconosciute.
   Sarà cura delle persone che hanno ricevuto i nostri sorrisi di tenerne uno per sé e di provvedere a distribuire gli altri a quelli che incontreranno per strada.
   Noi rendiamo, con un sorriso, la vita dolce all'umanità che sta fuori di noi.
   Così faranno anche i nostri simili.
   E, insieme, aspettiamo che quel sorriso venga ricambiato. 
   In fondo basta poco. 
   Basta solo un... sorriso sospeso.
   E costa meno di un caffè... sospeso.