martedì 22 novembre 2011
mercoledì 16 novembre 2011
IL GENIO DI UPPSALA. Il grande cinema di Ingmar Bergman spiegato a chi lo ignora.
La recensione al mio saggio scritta e pubblicata dalla giornalista Romina D'Aniello si può leggere seguendo il link sottostante:
http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/il-grande-cinema-di-ingmar-bergman-spiegato-a-chi-lo-ignora/18178109?productTrackingContext=author_spotlight_88061285_
http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/il-grande-cinema-di-ingmar-bergman-spiegato-a-chi-lo-ignora/18178109?productTrackingContext=author_spotlight_88061285_
sabato 5 novembre 2011
10 frasi con le quali si può rispondere alle cazzate di Berlusconi facendo pure bella figura.
http://www.iltempo.it/politica/2011/11/05/1298905-silvio_pensa_alle_urne.shtml
Il grande cazzaro ha detto ieri al G20:
"Non si sente la crisi: i ristoranti sono pieni (...e anche i voli!)"
Risposta n.1:
"Fuori pioveva e si erano riparati tutti nel ristorante"
(Molto plausibile di questi tempi, sic!)
Risposta n.2:
"Dopo passava lui a pagare"
(Anche questa molto plausibile visto che paga tutto e tutti)
Risposta n.3:
"E vorrei vedere che smettiamo anche di mangiare".
(Allora sarebbe davvero crisi nera, da fame nera)
Risposta n.4:
"Erano tutti ristoranti dove si svolgevano i congressi locali del PDL"
(Vale la frase n.2)
Risposta n.5:
"L'ultima volta che sono andato in pizzeria a Ferragosto, il ristorante era pieno davvero".
(E vabbè! Era Ferragosto)
Risposta n.6:
"E tutta gente che prende un piatto di spaghetti al pomodoro e 1/2 l. d'acqua liscia".
(Lo sanno tutti che se non hai soldi quel tipo di pranzo non lo paghi. In realtà non so se è una leggenda metropolitana. :-)
Risposta n.7:
"Quelli che ha visto pieni erano tutti ristoranti il giorno dell'inaugurazione".
(Senza commento)
Risposta n.8:
"Tutti quelli che riempivano i ristoranti in realtà erano disoccupati che cercavano un posto come cameriere".
(Anche questa è molto plausibile visti i tempi che corrono... mala tempora!)
Risposta n.9:
"Era tutta gente che al ristorante non ci andava da tempo e voleva vedere come ci si stava seduti, ma poi si sono alzati e sono andati via".
(Plausibile anche questa visti i tempi)
Risposta n.10:
"Era tutta gente che aspettava che si liberasse un posto sui voli low cost in ...over-booking)
Il grande cazzaro ha detto ieri al G20:
"Non si sente la crisi: i ristoranti sono pieni (...e anche i voli!)"
Risposta n.1:
"Fuori pioveva e si erano riparati tutti nel ristorante"
(Molto plausibile di questi tempi, sic!)
Risposta n.2:
"Dopo passava lui a pagare"
(Anche questa molto plausibile visto che paga tutto e tutti)
Risposta n.3:
"E vorrei vedere che smettiamo anche di mangiare".
(Allora sarebbe davvero crisi nera, da fame nera)
Risposta n.4:
"Erano tutti ristoranti dove si svolgevano i congressi locali del PDL"
(Vale la frase n.2)
Risposta n.5:
"L'ultima volta che sono andato in pizzeria a Ferragosto, il ristorante era pieno davvero".
(E vabbè! Era Ferragosto)
Risposta n.6:
"E tutta gente che prende un piatto di spaghetti al pomodoro e 1/2 l. d'acqua liscia".
(Lo sanno tutti che se non hai soldi quel tipo di pranzo non lo paghi. In realtà non so se è una leggenda metropolitana. :-)
Risposta n.7:
"Quelli che ha visto pieni erano tutti ristoranti il giorno dell'inaugurazione".
(Senza commento)
Risposta n.8:
"Tutti quelli che riempivano i ristoranti in realtà erano disoccupati che cercavano un posto come cameriere".
(Anche questa è molto plausibile visti i tempi che corrono... mala tempora!)
Risposta n.9:
"Era tutta gente che al ristorante non ci andava da tempo e voleva vedere come ci si stava seduti, ma poi si sono alzati e sono andati via".
(Plausibile anche questa visti i tempi)
Risposta n.10:
"Era tutta gente che aspettava che si liberasse un posto sui voli low cost in ...over-booking)
mercoledì 2 novembre 2011
martedì 4 ottobre 2011
Elegio del centro-mediano metodista.
Non ci sono più centro-mediani di una volta.
....E non solo nel calcio.
Anzi, non ci sono più i centro-mediani.
E' questo il problema dell'Italia.
....E non solo del calcio.
Anche e soprattutto della politica.
Il centro-mediano metodista era forse il ruolo più importante del Metodo, cioè di quel sistema di gioco inventato da Vittorio Pozzo, Commissario Tecnico della nazionale italiana di calcio negli anni '30 e '40.
Permise di vincere: due Campionati mondiali, nel '34 e nel '38; la medaglia d'oro alle Olimpiadi del '36; e la coppa Internazionale nel '30 e nel '35. E scusate se è poco!
Oggi il Metodo sarebbe un 2-3-2-3, allora era un WW.
Il centromediano metodista era una specie di regista arretrato rispetto alla linea di centrocampo-attacco, quindi più dietro rispetto al regista attuale; avanzato rispetto alla linea difensiva.
Oggi gli unici fulgidi esempi (o uno dei pochi) di centrocampisti metodisti potrebbero essere Andrea Pirlo o anche Cesc Fabregas.
In politica il centromediano metodista era quella figura di quadro dirigente locale che stava un poco più avanti rispetto agli iscritti al partito (i famosi tesserati) e alle sezioni locali, e un poco più dietro rispetto ai segretari provinciali, ai deputati e ai senatori eletti nei collegi provinciali.
La sua funzione nevralgica era quella di raccordare, cucire le due posizioni, di evitare scollature tra base e quadri dirigenti, di portare ad un livello di visibilità le discussioni della base e le sue proposte che, altrimenti, sarebbero rimaste inascoltabili ed inascoltate.
Più o meno quello che succede adesso.
Voglio solo fare due esempi, tradotti in due domande pleonastiche.
1) Se ci fossero stati ancora i centromediani-metodisti il Partito Popolare si sarebbe alleato, anzi fuso, con l'avversario storico: i DS, (PDS; PCI)?
2)Se ci fossero stati i centromediani metodisti la lega avrebbe ancora sostenuto il Governo dello psico-Nano? (O, invece lo avrebbe fatto cadere da tempo, come chiede a gran voce la sua Base, ovviamente, inascoltata).
Da tutto quello che è successo e sta succedendo nella disastrata politica italiana si capisce chiaramente che questo ruolo (nella politica italiana) è scomparso, inesorabilmente ma, spero, non definitivamente.
Oggi più che mai, il centromediano-metodista sarebbe, non solo utile, ma addirittura necessario.
SR
....E non solo nel calcio.
Anzi, non ci sono più i centro-mediani.
E' questo il problema dell'Italia.
....E non solo del calcio.
Anche e soprattutto della politica.
Il centro-mediano metodista era forse il ruolo più importante del Metodo, cioè di quel sistema di gioco inventato da Vittorio Pozzo, Commissario Tecnico della nazionale italiana di calcio negli anni '30 e '40.
Permise di vincere: due Campionati mondiali, nel '34 e nel '38; la medaglia d'oro alle Olimpiadi del '36; e la coppa Internazionale nel '30 e nel '35. E scusate se è poco!
Oggi il Metodo sarebbe un 2-3-2-3, allora era un WW.
Il centromediano metodista era una specie di regista arretrato rispetto alla linea di centrocampo-attacco, quindi più dietro rispetto al regista attuale; avanzato rispetto alla linea difensiva.
Oggi gli unici fulgidi esempi (o uno dei pochi) di centrocampisti metodisti potrebbero essere Andrea Pirlo o anche Cesc Fabregas.
In politica il centromediano metodista era quella figura di quadro dirigente locale che stava un poco più avanti rispetto agli iscritti al partito (i famosi tesserati) e alle sezioni locali, e un poco più dietro rispetto ai segretari provinciali, ai deputati e ai senatori eletti nei collegi provinciali.
La sua funzione nevralgica era quella di raccordare, cucire le due posizioni, di evitare scollature tra base e quadri dirigenti, di portare ad un livello di visibilità le discussioni della base e le sue proposte che, altrimenti, sarebbero rimaste inascoltabili ed inascoltate.
Più o meno quello che succede adesso.
Voglio solo fare due esempi, tradotti in due domande pleonastiche.
1) Se ci fossero stati ancora i centromediani-metodisti il Partito Popolare si sarebbe alleato, anzi fuso, con l'avversario storico: i DS, (PDS; PCI)?
2)Se ci fossero stati i centromediani metodisti la lega avrebbe ancora sostenuto il Governo dello psico-Nano? (O, invece lo avrebbe fatto cadere da tempo, come chiede a gran voce la sua Base, ovviamente, inascoltata).
Da tutto quello che è successo e sta succedendo nella disastrata politica italiana si capisce chiaramente che questo ruolo (nella politica italiana) è scomparso, inesorabilmente ma, spero, non definitivamente.
Oggi più che mai, il centromediano-metodista sarebbe, non solo utile, ma addirittura necessario.
SR
venerdì 30 settembre 2011
Il mio primo Haiku: è il caso di festeggiare.
Un amico su Fb mi ha iscritto (sarebbe meglio dire "precettato") ad un suo gruppo che si chiama AMICI DELL'HAIKU.
https://www.facebook.com/groups/141381589287702/?id=154354727990388
Prima non sapevo nemmeno cosa fosse un Haiku, ammetto una delle mie tante...ignoranze sesquipedali.
Adesso so almeno che si tratta di un componimento poetico giapponese composto di frasi fatte con 5+7+5 sillabe.
Oggi ne ho composto uno, il primo, tutto mio. Ci ho messo un buon quarto d'ora.
Voglio festeggiare perché che il mio fosse un vero Haiku è stato "certificato" da una mia neo-amica, vera appassionata, quindi esperta di tale disciplina. Io non ero molto sicuro, del resto la sillabazione non era il mio forte a scuola.
Con la mia solita modestia lo sottopongo alla critica o all'apprezzamento dei miei due o tre amici frequentatori e lettori di questo blog.
"Non usi la chat?
A mare non ti tuffi?
Resta a casa."
Beh! Non sarà un'opera d'arte ma, quanto meno, è simpatico.
SMR
https://www.facebook.com/groups/141381589287702/?id=154354727990388
Prima non sapevo nemmeno cosa fosse un Haiku, ammetto una delle mie tante...ignoranze sesquipedali.
Adesso so almeno che si tratta di un componimento poetico giapponese composto di frasi fatte con 5+7+5 sillabe.
Oggi ne ho composto uno, il primo, tutto mio. Ci ho messo un buon quarto d'ora.
Voglio festeggiare perché che il mio fosse un vero Haiku è stato "certificato" da una mia neo-amica, vera appassionata, quindi esperta di tale disciplina. Io non ero molto sicuro, del resto la sillabazione non era il mio forte a scuola.
Con la mia solita modestia lo sottopongo alla critica o all'apprezzamento dei miei due o tre amici frequentatori e lettori di questo blog.
"Non usi la chat?
A mare non ti tuffi?
Resta a casa."
Beh! Non sarà un'opera d'arte ma, quanto meno, è simpatico.
SMR
mercoledì 28 settembre 2011
Pubblicato su Lulu.com il saggio sul cinema di Salvatore M.Ruggiero Bergman: IL GENIO DI UPPSALA.
Tanto tuonò che piovve, si potrebbe dire: l'avevo promesso, anzi minacciato e l'ho fatto.
Sono riuscito a produrre una edizione abbastanza buona, qualitativamente e formalmente del libro dedicato al Maestro che avevo in mente da tempo.
Il mio saggio è, strutturalmente, diviso in quattro parti distinte:
Sono riuscito a produrre una edizione abbastanza buona, qualitativamente e formalmente del libro dedicato al Maestro che avevo in mente da tempo.
Il mio saggio è, strutturalmente, diviso in quattro parti distinte:
- la prima parte è composta da una Presentazione e dai tre capitoli. In essa l'autore traccia i presupposti e le linee guida del suo saggio e tratta delle influenze culturali, drammaturgiche e filosofiche sulla cinematografia di Ingmar Bergman dei suoi tre grandi predecessori scandinavi, riconosciute pubblicamente dallo stesso Maestro: August Strindberg, Soren Kirkegaard ed Henrik Ibsen;
- la seconda è composta da undici capitoli: dal quarto al quattordicesimo. In essa l'autore fornisce, per ognuna delle undici opere che ha ritenuto le più importanti del regista - tutti capolavori indiscussi e indiscutibili - un'analisi filmica composta da un prologo, da una sinossi, da una recensione e da una conclusione, corredate da aneddoti e citazioni autografe del Maestro. Le 11 opere sono: Monica e il desiderio, Il settimo sigillo, Il posto delle fragole, La fontana della vergine, Come in uno specchio, Luci d'inverno, Il silenzio, Persona, La vergogna, Sussurri e grida, Fanny e Alexander;
- la terza è composta da una Appendice dedicata ad una discussione a tre voci sulla sessualità nel cinema del Maestro;
- la quarta ed ultima, è composta: dai commenti rilasciati dai colleghi registi; dalla filmografia completa (comprendente sia i film girati espressamente per il cinema, che i film girati per la TV e poi distribuiti anche nelle sale); dalle collaborazioni prestate come soggettista e sceneggiatore a film di altri amici registi; da una bibliografia essenziale; dalla classifica redatta dallo stesso Bergman dei suoi 11 film preferiti.
giovedì 8 settembre 2011
mercoledì 6 luglio 2011
"BEN RITROVATO, ERNST INGMAR": LA MIA RECENSIONE.
Come promesso ai miei due o tre lettori, dopo la lettura del bellissimo saggio del Prof. Papini, metto quì il link dove sarà possibile leggere la mia breve e modesta recensione del libro.
http://www.ibs.it/code/9788864052427/papini-claudio/ben-ritrovato-ernst-ingmar.html
http://www.ibs.it/code/9788864052427/papini-claudio/ben-ritrovato-ernst-ingmar.html
lunedì 4 luglio 2011
Il rito bergmaniano del cinema alle tre.
Ogni giorno alle tre del pomeriggio Bergman, a bordo della sua Jeep rossa, si recava al cinema privato che aveva ricavato da una vecchia stalla. Non vedeva quasi mai i suoi capolavori, ma chiedeva all'operatore di vedere i film dei suoi registi preferiti:
http://www.facebook.com/note.php?note_id=492673182280
Una volta l'anno, generalmente il giorno del suo compleanno, chiedeva che venisse proiettato Il circo di Charlie Chaplin: il suo film preferito su tutti.
www.bfi.org.uk/sightandsound/images/newsandviews/420/ingmar-bergman-at-home_420.jpg
http://www.facebook.com/note.php?note_id=492673182280
Una volta l'anno, generalmente il giorno del suo compleanno, chiedeva che venisse proiettato Il circo di Charlie Chaplin: il suo film preferito su tutti.
www.bfi.org.uk/sightandsound/images/newsandviews/420/ingmar-bergman-at-home_420.jpg
sabato 2 luglio 2011
Ingmar Bergman dice di Harriet Andersson.
Una delle definizioni più belle di una persona e anche una delle cose più belle lette di una persona è certamente quello che Ingmar Bergman disse a proposito di Harriet Andersson, grande interprete dei suoi film e sua compagna di vita per qualche anno:
"Una persona di una forza singolare ma vulnerabile; con una vena di genialità nel suo talento."
"Una persona di una forza singolare ma vulnerabile; con una vena di genialità nel suo talento."
venerdì 1 luglio 2011
L'ultimo saggio italiano sul Maestro: scritto dal mio amico bergmaniano Claudio Papini.
Il prof. Papini, mi ha gentilmente inviata, ritengo "honoris causa" :-) una copia del suo ultimo libro.
Appena lo avrò lo recensirò per gli amici bergmaniani del nostro gruppo: IL POSTO DELLE FRAGOLE.
http://ideeali.it/scheda.php?id=8864052429&r=1&sz=L%20I%20B%20R%20I
Appena lo avrò lo recensirò per gli amici bergmaniani del nostro gruppo: IL POSTO DELLE FRAGOLE.
http://ideeali.it/scheda.php?id=8864052429&r=1&sz=L%20I%20B%20R%20I
mercoledì 15 giugno 2011
Film da consigliare: "The burning plain" di Guillermo Arriaga.
Non conoscevo il film; non sapevo chi fosse il regista. Fino ai titoli di coda. Solo un sospetto durante la visione. Mi pareva di vedere un film già visto. Di scorgere nei fotogrammi lo stile di un film già visto.
"21 GRAMMI"? Si! Forse! Ma non ero sicuro!
Solo al primo scorrere dei titoli di coda ho capito, ho saputo con certezza di chi fosse il talento adamantino. Di Guillermo Arriaga.
Una narrazione lenta e dolente, fluviale, quasi in tempo reale (alla Michael Mann, per intenderci); un uso sapiente e millimetrico del flash-back; il dolore di vivere che stilla dalle scene e dai volti degli interpreti (tutti bravi: alcuni conosciuti altri meno); i personaggi che narrano le loro vite senza strepiti, quasi passivamente, eppure con rara efficacia. Alla fine del film ti sembra di sapere tutto di loro.
E poi, la contrapposizione geografica tra nord e sud; tra la pioggia e l'umidità che ti entra nelle ossa di una Portland sempre piangente e il sole accecante, la polvere e la secchezza del New Mexico desertico e lontano da tutto, senza rimedio.
Gran bel film. Film così sono merce rara. Specie oggi, specie in televisione. DA VEDERE!
http://www.mymovies.it/film/2008/theburningplainilconfinedellasolitudine/
"21 GRAMMI"? Si! Forse! Ma non ero sicuro!
Solo al primo scorrere dei titoli di coda ho capito, ho saputo con certezza di chi fosse il talento adamantino. Di Guillermo Arriaga.
Una narrazione lenta e dolente, fluviale, quasi in tempo reale (alla Michael Mann, per intenderci); un uso sapiente e millimetrico del flash-back; il dolore di vivere che stilla dalle scene e dai volti degli interpreti (tutti bravi: alcuni conosciuti altri meno); i personaggi che narrano le loro vite senza strepiti, quasi passivamente, eppure con rara efficacia. Alla fine del film ti sembra di sapere tutto di loro.
E poi, la contrapposizione geografica tra nord e sud; tra la pioggia e l'umidità che ti entra nelle ossa di una Portland sempre piangente e il sole accecante, la polvere e la secchezza del New Mexico desertico e lontano da tutto, senza rimedio.
Gran bel film. Film così sono merce rara. Specie oggi, specie in televisione. DA VEDERE!
http://www.mymovies.it/film/2008/theburningplainilconfinedellasolitudine/
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