martedì 4 ottobre 2011

Elegio del centro-mediano metodista.

Non ci sono più centro-mediani di una volta.
....E non solo nel calcio.
Anzi, non ci sono più i centro-mediani.
E' questo il problema dell'Italia.
....E non solo del calcio.
Anche e soprattutto della politica.

Il centro-mediano metodista era forse il ruolo più importante del Metodo, cioè di quel sistema di gioco inventato da Vittorio Pozzo, Commissario Tecnico della nazionale italiana di calcio negli anni '30 e '40.
Permise di vincere: due Campionati mondiali, nel '34 e nel '38; la medaglia d'oro alle Olimpiadi del '36; e la coppa Internazionale nel '30 e nel '35. E scusate se è poco!

Oggi il Metodo sarebbe un 2-3-2-3, allora era un WW.
Il centromediano metodista era una specie di regista arretrato rispetto alla linea di centrocampo-attacco, quindi più dietro rispetto al regista attuale; avanzato rispetto alla linea difensiva.
Oggi gli unici fulgidi esempi (o uno dei pochi) di centrocampisti metodisti potrebbero essere Andrea Pirlo o anche Cesc  Fabregas.

In politica il centromediano metodista era quella figura di quadro dirigente locale che stava un poco più avanti rispetto agli iscritti al partito (i famosi tesserati) e alle sezioni locali, e un poco più dietro rispetto ai segretari provinciali, ai deputati e ai senatori eletti nei collegi provinciali.
La sua funzione nevralgica era quella di raccordare, cucire le due posizioni, di evitare scollature tra base e quadri dirigenti, di portare ad un livello di visibilità le discussioni della base e le sue proposte che, altrimenti, sarebbero rimaste inascoltabili ed inascoltate.
Più o meno quello che succede adesso.

Voglio solo fare due esempi, tradotti in due domande pleonastiche.
1) Se ci fossero stati ancora i centromediani-metodisti il Partito Popolare si sarebbe alleato, anzi fuso, con l'avversario storico: i DS, (PDS; PCI)?
2)Se ci fossero stati i centromediani metodisti la lega avrebbe ancora sostenuto il Governo dello psico-Nano? (O, invece lo avrebbe fatto cadere da tempo, come chiede a gran voce la sua Base, ovviamente, inascoltata).

Da tutto quello che è successo e sta succedendo nella disastrata politica italiana si capisce chiaramente che questo ruolo (nella politica italiana) è scomparso, inesorabilmente ma, spero, non definitivamente.

Oggi più che mai, il centromediano-metodista sarebbe, non solo utile, ma addirittura necessario.

SR

venerdì 30 settembre 2011

Il mio primo Haiku: è il caso di festeggiare.

Un amico su Fb mi ha iscritto (sarebbe meglio dire "precettato") ad un suo gruppo che si chiama AMICI DELL'HAIKU.
https://www.facebook.com/groups/141381589287702/?id=154354727990388
Prima non sapevo nemmeno cosa fosse un Haiku, ammetto una delle mie tante...ignoranze sesquipedali.
Adesso so almeno che si tratta di un componimento poetico giapponese composto di frasi fatte con 5+7+5 sillabe.
Oggi ne ho composto uno, il primo, tutto mio. Ci ho messo un buon quarto d'ora.
Voglio festeggiare perché che il mio fosse un vero Haiku è stato "certificato" da una mia neo-amica, vera appassionata, quindi esperta di tale disciplina. Io non ero molto sicuro, del resto la sillabazione non era il mio forte a scuola.
Con la mia solita modestia lo sottopongo alla critica o all'apprezzamento dei miei due o tre amici frequentatori e lettori di questo blog.

"Non usi la chat?
A mare non ti tuffi?
Resta a casa."

Beh! Non sarà un'opera d'arte ma, quanto meno, è simpatico.

SMR

mercoledì 28 settembre 2011

Pubblicato su Lulu.com il saggio sul cinema di Salvatore M.Ruggiero Bergman: IL GENIO DI UPPSALA.

Tanto tuonò che piovve, si potrebbe dire: l'avevo promesso, anzi minacciato e l'ho fatto.
Sono riuscito a produrre una edizione abbastanza buona, qualitativamente e formalmente del libro dedicato al Maestro che avevo in mente da tempo.
Il mio saggio è, strutturalmente, diviso in quattro parti distinte:
  • la prima parte è composta da una Presentazione e dai tre capitoli. In essa l'autore traccia i presupposti e le linee guida del suo saggio e tratta delle influenze culturali, drammaturgiche e filosofiche sulla cinematografia di Ingmar Bergman dei suoi tre grandi predecessori scandinavi, riconosciute pubblicamente dallo stesso Maestro: August Strindberg, Soren Kirkegaard ed Henrik Ibsen;
  • la seconda è composta da undici capitoli: dal quarto al quattordicesimo. In essa l'autore fornisce, per ognuna delle undici opere che ha ritenuto le più importanti del regista - tutti capolavori indiscussi e indiscutibili - un'analisi filmica composta da un prologo, da una sinossi, da una recensione e da una conclusione, corredate da aneddoti e citazioni autografe del Maestro. Le 11 opere sono: Monica e il desiderio, Il settimo sigillo, Il posto delle fragole, La fontana della vergine, Come in uno specchio, Luci d'inverno, Il silenzio, Persona, La vergogna, Sussurri e grida, Fanny e Alexander;
  • la terza è composta da una Appendice dedicata ad una discussione a tre voci sulla sessualità nel cinema del Maestro;
  • la quarta ed ultima, è composta: dai commenti rilasciati dai colleghi registi; dalla filmografia completa (comprendente sia i film girati espressamente per il cinema, che i film girati per la TV e poi distribuiti anche nelle sale); dalle collaborazioni prestate come soggettista e sceneggiatore a film di altri amici registi; da una bibliografia essenziale; dalla classifica redatta dallo stesso Bergman dei suoi 11 film preferiti.

mercoledì 6 luglio 2011

"BEN RITROVATO, ERNST INGMAR": LA MIA RECENSIONE.

Come promesso ai miei due o tre lettori, dopo la lettura del bellissimo saggio del Prof. Papini, metto quì il link dove sarà possibile leggere la mia breve e modesta recensione del libro.

http://www.ibs.it/code/9788864052427/papini-claudio/ben-ritrovato-ernst-ingmar.html

lunedì 4 luglio 2011

Il rito bergmaniano del cinema alle tre.

Ogni giorno alle tre del pomeriggio Bergman, a bordo della sua Jeep rossa, si recava al cinema privato che aveva ricavato da una vecchia stalla. Non vedeva quasi mai i suoi capolavori, ma chiedeva all'operatore di vedere i film dei suoi registi preferiti:
http://www.facebook.com/note.php?note_id=492673182280
Una volta l'anno, generalmente il giorno del suo compleanno, chiedeva che venisse proiettato Il circo di Charlie Chaplin: il suo film preferito su tutti.
 www.bfi.org.uk/sightandsound/images/newsandviews/420/ingmar-bergman-at-home_420.jpg

sabato 2 luglio 2011

Ingmar Bergman dice di Harriet Andersson.

Una delle definizioni più belle di una persona e anche una delle cose più belle lette di una persona è certamente quello che Ingmar Bergman disse a proposito di Harriet Andersson, grande interprete dei suoi film e sua compagna di vita per qualche anno:
"Una persona di una forza singolare ma vulnerabile; con una vena di genialità nel suo talento."


venerdì 1 luglio 2011

L'ultimo saggio italiano sul Maestro: scritto dal mio amico bergmaniano Claudio Papini.

Il prof. Papini, mi ha gentilmente inviata, ritengo "honoris causa" :-) una copia del suo ultimo libro.
Appena lo avrò lo recensirò per gli amici bergmaniani del nostro gruppo: IL POSTO DELLE FRAGOLE.

http://ideeali.it/scheda.php?id=8864052429&r=1&sz=L%20I%20B%20R%20I


mercoledì 15 giugno 2011

Film da consigliare: "The burning plain" di Guillermo Arriaga.

Non conoscevo il film; non sapevo chi fosse il regista. Fino ai titoli di coda. Solo un sospetto durante la visione. Mi pareva di vedere un film già visto. Di scorgere nei fotogrammi lo stile di un film già visto.
"21 GRAMMI"? Si! Forse! Ma non ero sicuro!
Solo al primo scorrere dei titoli di coda ho capito, ho saputo con certezza di chi fosse il talento adamantino. Di Guillermo Arriaga.
Una narrazione lenta e dolente, fluviale, quasi in tempo reale (alla Michael Mann, per intenderci); un uso sapiente e millimetrico del flash-back; il dolore di vivere che stilla dalle scene e dai volti degli interpreti (tutti bravi: alcuni conosciuti altri meno); i personaggi che narrano le loro vite senza strepiti, quasi passivamente, eppure con rara efficacia. Alla fine del film ti sembra di sapere tutto di loro.
E poi, la contrapposizione geografica tra nord e sud; tra la pioggia e l'umidità che ti entra nelle ossa di una Portland sempre piangente e il sole accecante, la polvere e la secchezza del New Mexico desertico e lontano da tutto, senza rimedio.
Gran bel film. Film così sono merce rara. Specie oggi, specie in televisione. DA VEDERE!

http://www.mymovies.it/film/2008/theburningplainilconfinedellasolitudine/

martedì 31 maggio 2011

DI CHI È IL GENIO DI BERGMAN, SE NON DI BERGMAN?

Da giorni circola sui media di tutto il mondo la notizia secondo la quale Ingmar Bergman non sarebbe figlio di Erik ed Anna, in quanto da questi adottato con l'obiettivo di sottrarlo ad una situazione socialmente imbarazzante.

Vorrei brevemente puntualizzare che:

1) Bergman è e rimarrebbe, anche se i dubbi sui suoi natali si dimostrassero fondati, uno dei grandi geni della cultura del '900;

2) quello che sarebbe successo a Bergman dimostrerebbe in maniera inconfutabile che anche "la provenienza da famiglie disgraziate" non impedirebbe affatto la costruzione di carriere ragguardevoli anche in campo artistico;

3) l'individuo costruisce la sua cultura e la sua personalità non solo sul talento innato o sul DNA, quindi in base a mere regole genetiche, ma anche e soprattutto in base alle relazione che riuscirebbe a stabilisce tra le sue inclinazioni e le condizioni socio-ambientali, oltre che con l'ambiente famigliare. Solo per inciso: ci sarebbe chi afferma che Erik fosse, comunque, il vero padre di Ingmar;

4) lo stesso Bergman, infine, parla della sua nascita e delle sue cagionevoli condizioni di salute nella sua autobiografia "Lanterna magica". Affermando, in maniera sibillina, di non sentirsi un neonato amato nè desiderato dalla madre. Anche se c'è da aggiungere, per onore della verità, che lo "scambio" tra il vero figlio (nato morto) di Erik il pastore e il piccolo Ingmar sarebbe avvenuto all'insaputa proprio della madre.
   


http://www.mymovies.it/cinemanews/2011/63673/

venerdì 20 maggio 2011

SUCCOSI ANNUNCI PRE-ELETTORALI dei BERLUSCHINI.

Pare che sarebbero pronti alcuni emendamenti al "DDLL Sviluppo" per limitare il ricorso da parte dei comuni alle cd. "ganasce fiscali".
Quindi altri interventi, anche contro l'anatocismo del fisco.
Pare che sarà ridotto pure l'accumulo di interessi passivi per il pagamento degli arretrati.
Il ministro Tremonti, zitto-zitto, cacchio-cacchio, fa anche autocritica sul suo no alle Agenzie Fiscali.
E ne annuncia una quinta sui Monopoli.

Non sarà quel gigantesco coniglio che il Premier BURLESCONI (si, proprio  lui, quello che è andato in una Napoli indignata per i cunuli di rifiuti in putrefazione a raccontare la barzelletta di Muhammad Esposito, ricordate?) avrebbe tanto voluto uscisse dal cilindro durante la campagna per il ballottaggio al comune di Milano e di Napoli, ma un coniglietto piccolo, piccolo sì.
E fa il paio con l'altro coniglietto (anch'esso piccolo piccolo), estratto mezzo morto,  dal cilindro della mezza morta Donna Letizia, che persi i buoi adesso va alla ricerca delle ...funi.
Sembra che abbia promesso ai potenziali elettori ( se sia vero o falso non so!) che non farà pagare le multe a tutti coloro che a Milano saranno passati o passeranno col semaforo rosso.

Non c'è che dire: in un paese in cerca di legalità saranno pure piccoli passi per noi cittadini vessati dal Fisco e da Equitalia; ma sono grandi (anzi grandissimi!) passi per Moratti e Lettieri, i poveri candidati a sindaco del PDL che sono al ballottaggio contro De Magistris e contro Pisapia.
Una bella rielaborazione dell'antico "morituri te salutant!".
E allora diamo alla gente il "panem et circenses" degli antichi romani, non c'è che dire.
Peccato che pochi o nessuno più sia disposto ancora a dare credito a certi imbonitori.

VIVA TREMONTI! VIVA L'ITALIA!


mercoledì 18 maggio 2011

TROMBATI ECCELLENTI alle AMMINISTRATIVE Maggio 2011.

La classifica dei trombati eccellenti ad ogni tornata elettorale è ormai un classico.

Cominciamo con Antonio Pennacchi, lo ...sfruculiante scrittore-operaio-paleontologo-polemista-cazzaro, recente Premio Strega col suo "Canale Mussolini", crolla a Latina.
La sua lista "fascio-comunista” ottiene un "probante" 0,96% .
Non bastasse, il capolista Fabio Granata si ferma a 50 voti.

Salendo verso Bologna, troviamo Cinzia Cracchi, (ricordate il “Cinzia Gate”?). Costrinse il sindaco Delbono a dare le dimissioni perché coinvolto nel sexy scandalo bolognese. Ha ottenute "ben" 30 preferenze.

Gli ex-ministri della Giustizia, Clemente Mastella e Claudio Martelli, il primo candidato sindaco a Napoli; il secondo candidato consigliere a Siena: 83 preferenze per Martelli e un striminzito 3% per Mastella.


In casa Moratti non va meglio: Donna-Letizia è costretta a un ballottaggio inaspettato e in rimonta; la cognata Milly (la "comunista di merda",  Sic!) deve accontentarsi di un 1,33% che significa bocciatura (non è la prima volta e data la pervicacia del soggetto non sarà nemmeno l'ultima) della propria lista civica.

Roberto Lassini famoso (ma non abbastanza, evidentemente) autore dei manifesti anti-giudici, con 872 preferenze, rimane fuori dal Municipio milanese. E non è affatto detto che ciò sia un male! :-)

Emma Bonino, (ultimamente non le va bene una che sia una) con 835 preferenze deve lasciare l’unico seggio radicale al collega Marco Cappato.
Ai due radicali è comunque andata meglio rispetto al loro leader Marco Pannella, i cui scioperi della fame sono stati incorniciati da 58 voti.

Ornella Vanoni? La cantante? Era candidata?
Si! Nella lista “Milano al centro” ed ha preso solo 36 preferenze.
Se i suoi dischi avessero la stessa vendita sarebbe già morta di fame.

Ma il record dei record a Milano e in tutta Italia spetta al Golden Boy Gianni Rivera, che ha raccolto solo 20 preferenze. Sic!

Pensate amici, che quando nel '99 mi candidai io alle Amministrative del mio paese: Coreno Ausonio (1.100 votanti e la mia famiglia quasi interamente contraria: votava per mio fratello che era nella lista contraria) presi 42 preferenze.
Un successone!
E senza aver vinto nemmeno un Pallone d'oro! :-)

Viva l'Italia e Viva i trombati!


martedì 3 maggio 2011

Vino consigliato del giorno. Vermentino di Gallura di Mancini.

Cucaione. 
Uno splendido esempio di vino bianco italiano.
Vermentino di Gallura D.o.c.g., delle cantine Mancini.
Un gran bel vino italiano con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Euro 8,00 ca. 
Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. 
Al naso è tipicamente aromatico.
Con un bouquet ricco, fine ed elegante, dove spiccano sentori di agrumi e fiori bianchi.
Al palato è fresco, morbido, aromatico e di buona struttura.

Con buona persistenza.
Fresco, asciutto, delicatamente aromatico, raffinato.
Ottimo come aperitivo.
Servire fresco, sui 10/12 gradi.
Io lo adoro anche con la pizza. 
Si accompagna divinamente con piatti a base di crostacei o pesce in genere