- Ingmar Bergman (Sweden, 1918-2007) is, in the world of cinema, a giant whose stature is comparable to that of Beethoven or Dostoyevsky. He made around fifty feature films that caught the spirit of his times, while endlessly reworking his private obsessions and anguish in the face of a silent God. In Summer with Monika (1953), Harriet Andersson plays a scandalously unconventional and sensual young woman, a breath of freedom epitomizing a new modernity in film. The 1960s saw Bergman in experimental mode with Persona (1966), one of the most powerful depictions of the ambiguity of evil. Later, in Scenes from a Marriage (1973) he offers a lucid examination of a couple whose mutual attraction turns to destruction, while Fanny and Alexander (1982) is a joyful and nostalgic evocation of childhood memories. Bergman’s last film, Saraband (2003), is a spare masterpiece, at once an object lesson in how to make a film and an existential exploration.
venerdì 18 febbraio 2011
Cahiers du Cinema - Masters of Cinema: Ingmar Bergman. An essential introduction to one of the world’s greatest directors.
mercoledì 16 febbraio 2011
Tractent fabrilia fabri.
Mi è capitato tra le mani uno smilzo libricino edito a cura della SanPaoloAudiovisivi titolato Guida alla visione: "Il posto delle fragole".
E' una di quelle pubblicazioni che dovrebbero dettare le linee guida per l'analisi dei film dopo la proiezione.
Quelle che negli anni settanta si chiamavano cineforum.
Quelli di cui Ingmar Bergman aveva il completo monopolio.
"Le schede - recita una breve presentazione - sono una presenza critica e un servizio alla cultura e alla scuola e si propongono come guida alla lettura del film e come indispensabile strumento per una sicura utilizzazione didattica delle migliori opere della cinematografia mondiale".
Sempre che siano curate da veri conoscitori della materia trattata, aggiungerei io.
E non contengano errori e strafalcioni fuorvianti.
Il paragrafo: "Tematiche affrontate", infatti, si apre con una sesquipedale castroneria:
"Fallimento umano sul piano professionale e affettivo". (Sic!)
Ora, è vero che uno dei temi centrali del film è proprio il fallimento umano ed affettivo del dottore, ma l'attività professionale proprio non c'entra nulla.
Se qualcosa ad Isak Borg non può contestarsi è di essere un fallito professionalmente.
E mi chiedo: ma il redattore il film lo ha visto?
E sì! Perchè dimentica clamorosamente che l'anziano dottore si reca a Lund, proprio per presenziare al suo Giubileo.
Verrà premiato per i 50 anni continuati di esercizio della sua professione medica, oltre che onorato dall'attribuzione di una alta onorificenza accademica: il titolo di "Doctor Mirabilis".
Ma vi è di più.
Il dottore non riceve solo riconoscimenti ufficiali, ma anche attestati di stima popolari.
Sulla strada che percorre in macchina da Stoccolma a Lund, riceve infatti i complimenti e le felicitazioni dell'entusiasta gestore del distributore (Max von Sidow, ndr), un suo concittadino che lo ringrazia per aver aiutato la moglie a mettere al mondo i suoi figli e non nasconde il sincero rammarico per non aver potuto continuare ad approfittare della professionalità del dottore, che molti anni prima aveva abbandonato il paese per inurbarsi nella capitale.
Niente di più lontano nel film è, quindi, la errata affermazione iniziale e niente di meno veritiero rispetto alle reali problematiche affrontate da Bergman nel suo capolavoro.
Chiudo con un accorato consiglio: ben venga la divulgazione delle opere del Maestro ma attenzione a quello che si afferma e, soprattutto, a quello che si scrive.
E' una di quelle pubblicazioni che dovrebbero dettare le linee guida per l'analisi dei film dopo la proiezione.
Quelle che negli anni settanta si chiamavano cineforum.
Quelli di cui Ingmar Bergman aveva il completo monopolio.
"Le schede - recita una breve presentazione - sono una presenza critica e un servizio alla cultura e alla scuola e si propongono come guida alla lettura del film e come indispensabile strumento per una sicura utilizzazione didattica delle migliori opere della cinematografia mondiale".
Sempre che siano curate da veri conoscitori della materia trattata, aggiungerei io.
E non contengano errori e strafalcioni fuorvianti.
Il paragrafo: "Tematiche affrontate", infatti, si apre con una sesquipedale castroneria:
"Fallimento umano sul piano professionale e affettivo". (Sic!)
Ora, è vero che uno dei temi centrali del film è proprio il fallimento umano ed affettivo del dottore, ma l'attività professionale proprio non c'entra nulla.
Se qualcosa ad Isak Borg non può contestarsi è di essere un fallito professionalmente.
E mi chiedo: ma il redattore il film lo ha visto?
E sì! Perchè dimentica clamorosamente che l'anziano dottore si reca a Lund, proprio per presenziare al suo Giubileo.
Verrà premiato per i 50 anni continuati di esercizio della sua professione medica, oltre che onorato dall'attribuzione di una alta onorificenza accademica: il titolo di "Doctor Mirabilis".
Ma vi è di più.
Il dottore non riceve solo riconoscimenti ufficiali, ma anche attestati di stima popolari.
Sulla strada che percorre in macchina da Stoccolma a Lund, riceve infatti i complimenti e le felicitazioni dell'entusiasta gestore del distributore (Max von Sidow, ndr), un suo concittadino che lo ringrazia per aver aiutato la moglie a mettere al mondo i suoi figli e non nasconde il sincero rammarico per non aver potuto continuare ad approfittare della professionalità del dottore, che molti anni prima aveva abbandonato il paese per inurbarsi nella capitale.
Niente di più lontano nel film è, quindi, la errata affermazione iniziale e niente di meno veritiero rispetto alle reali problematiche affrontate da Bergman nel suo capolavoro.
Chiudo con un accorato consiglio: ben venga la divulgazione delle opere del Maestro ma attenzione a quello che si afferma e, soprattutto, a quello che si scrive.
martedì 15 febbraio 2011
Rito immediato: condanna immediata?
Si aprirà il prossimo 6 aprile l'udienza del processo a carico di Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile.
Lo ha stabilito il gip di Milano Cristina Di Censo, disponendo il rito immediato nei confronti del Premier.
Nel documento si afferma che "sussitono prove evidenti" a carico dell'imputato e questo giustifica, appunto, il rinvio a giudizio con rito immediato.Allora sarebbe giustificata anche una condanna ...immediata.
Dove sono adesso tutti quelli del PDL che volevano una velocizzazione dei tempi della Giustizia italiana, il processo breve, ecc.ecc.?
Dovrebbero essere contenti della velocità con cui il Cavaliere di Hardcore potrà dimostrare la sua totale estraneità ai gravissimi fatti che gli sono contestati dalle toghe rosse milanesi, o no?
O, forse, non essendo, nemmeno loro tanto convinti della innocenza del Satrapo, hanno paura che le prove certe della sua colpevolezza possano condurre ad una veloce condanna e il processo possa veramente durare troppo poco, creando un pericoloso precedente per tutti quelli che hanno la coda di paglia?
lunedì 14 febbraio 2011
Bruno Vespa gioca a fare J.L.Borges.
Chi si fosse imbattuto nella rubrica che Bruno Vespa cura sul settimanale mondadoriano Panorama, dal titolo (evocativo ed autocitativo) "Fuori Porta", e l'avesse letto, avrà certamente notato la grande equità ed equidistanza con la quale l'autore si pone nei confronti delle ultime vicende processuali e private del Premier (quel signore, cioè, che gli fornisce quotidianamente pane e companatico).
Già dal titolo si capisce dove si vuole andare a parare:
"Non ci si può scandalizzare per le leggi ad personam e non accorgersi che contro Berlusconi si fanno processi ad personam". (sic! ndr.)
Ma la chiusura è un vero capolavoro di prosa dialettica: ricorda il miglior Borges, la cui opera omnia il Grande Sughero sicuramente conosce a menadito:
"Il nostro personale pensiero sulle modalità con cui Berlusconi gestiva le proprie serate di spensieratezza è assai severo, se non altro per la qualità di molte ospiti. Ma quì parliamo d'altro. Quì c'è un indiscutibile conflitto ai massimi livelli tra i Poteri dello Stato e l'Ordine Giudiziario. E l'analisi delle mosse della Procura di Milano rende trasparente il duello tra processi ad personam e leggi ad personam.
E' piuttosto sgradevole scandalizzarsi delle seconde trascurando completamente i primi".
Mi limito a due sole considerazioni personali:
1) non ho mai sentito Bruno Vespa schierarsi apertamente, nè in Tv nè sulla carta stampata, per stigmatizzare le bislacche abitudini personali e gli amorali stili di vita di Berlusconi, nè di chiunque altro.
Proprio questa sua "neutralità" svizzera gli ha fatto guadagnare (da Biagi o da Pansa, ora non ricordo bene) l'appellativo di "Grande Sughero".
Chiè il grande sughero? E' uno che riesce ad attraversare le ere e le tempeste riuscendo sempre a stare a galla.
E, delle due l'una, o è un sughero o uno ...stronzo: le uniche due cose che galleggiano.
Sospetto seriamente che Biagi o Pansa abbiano voluto usare un eufemismo.
2) Contrapporre leggi ad personam a processi ad personam non sarebbe accettabile da nessuno, figuriamoci da chi governa e si pregia di definirsi il "miglior statista degli ultimi 150 anni" (Sic!).
Vespa, invece, sembra candidamente sostenere che chi s'incapriccia, come i PM di Milano, di mettere sotto processo Berlusconi dovrebbe aspettarsi, come sua legittima e giusta reazione le leggi ad personam: una specie di legittima difesa, insomma.
INAUDITO!
E questo personaggio ancora imperversa sulla TV pubblica.
IN GALERA, DOVREBBE ANDARE; A SCONTARE UNA PENA ...PER APOLOGIA DI REATO!
Già dal titolo si capisce dove si vuole andare a parare:
"Non ci si può scandalizzare per le leggi ad personam e non accorgersi che contro Berlusconi si fanno processi ad personam". (sic! ndr.)
Ma la chiusura è un vero capolavoro di prosa dialettica: ricorda il miglior Borges, la cui opera omnia il Grande Sughero sicuramente conosce a menadito:
"Il nostro personale pensiero sulle modalità con cui Berlusconi gestiva le proprie serate di spensieratezza è assai severo, se non altro per la qualità di molte ospiti. Ma quì parliamo d'altro. Quì c'è un indiscutibile conflitto ai massimi livelli tra i Poteri dello Stato e l'Ordine Giudiziario. E l'analisi delle mosse della Procura di Milano rende trasparente il duello tra processi ad personam e leggi ad personam.
E' piuttosto sgradevole scandalizzarsi delle seconde trascurando completamente i primi".
Mi limito a due sole considerazioni personali:
1) non ho mai sentito Bruno Vespa schierarsi apertamente, nè in Tv nè sulla carta stampata, per stigmatizzare le bislacche abitudini personali e gli amorali stili di vita di Berlusconi, nè di chiunque altro.
Proprio questa sua "neutralità" svizzera gli ha fatto guadagnare (da Biagi o da Pansa, ora non ricordo bene) l'appellativo di "Grande Sughero".
Chiè il grande sughero? E' uno che riesce ad attraversare le ere e le tempeste riuscendo sempre a stare a galla.
E, delle due l'una, o è un sughero o uno ...stronzo: le uniche due cose che galleggiano.
Sospetto seriamente che Biagi o Pansa abbiano voluto usare un eufemismo.
2) Contrapporre leggi ad personam a processi ad personam non sarebbe accettabile da nessuno, figuriamoci da chi governa e si pregia di definirsi il "miglior statista degli ultimi 150 anni" (Sic!).
Vespa, invece, sembra candidamente sostenere che chi s'incapriccia, come i PM di Milano, di mettere sotto processo Berlusconi dovrebbe aspettarsi, come sua legittima e giusta reazione le leggi ad personam: una specie di legittima difesa, insomma.
INAUDITO!
E questo personaggio ancora imperversa sulla TV pubblica.
IN GALERA, DOVREBBE ANDARE; A SCONTARE UNA PENA ...PER APOLOGIA DI REATO!
sabato 12 febbraio 2011
Perchè una militante del PDL raccoglie 12.000 firme per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti Consigliera Regionale della Lombardia del suo stesso partito? MISTERO!
La favolosa mattinata del Popolo delle Mutande Pazze impegnate al Teatro del Verme ("absit iniuria verbis") nella manifestazione appunto del Buona Mutanda a tutti si è aperta con l'arrivo della giovane consigliera regionale del Pdl, Sara Giudice, che ha consegnato personalmente nelle mani di Giuliano Ferrara le 12mila firme raccolte per chiedere (e speriamo per ottenere) le dimissioni di Nicole Minetti.
"Non bisogna fare battaglia contro la morale della politica, ma elevarne i valori", ha affermato la Giudice, secondo la quale la Minetti (che per essere bona è bona, bisogna ammetterlo, ndr) "rappresenta un modello di fare politica non più tollerabile. Non bisogna avere paura di chiedere alla politica il rispetto dei valori etici".
Io aggiungerei anche di quelli estetici: ed avrei sconsigliato, ad esempio alla bella Nicole, l'uso abbondante del silicone.
Prendesse esempio dalla Santanchè, la sacerdotessa - oltre che delle mutande pazze - anche della Chirurgia Etica.
Sgherzo. Ovviamente.
Per il momento resta un mistero il movente: perchè una giovane Cons. Reg.le chiede le dimissioni di una sua collega dello stesso partito?
Si accettano delucidazioni in merito.
A giudicare dalla foto allegata al post direi che l'invidia potrebbe giustificare una tale lodevole iniziativa. Ad una prima rapida occhiata la Giudice appare sciatta, bruttina anzichenò e, comunque, non abbastanza avvenente per poter sperare, anche in futuro, in un reclutamento della Minetti per i dopo-cena di Hardcore.
"Non bisogna fare battaglia contro la morale della politica, ma elevarne i valori", ha affermato la Giudice, secondo la quale la Minetti (che per essere bona è bona, bisogna ammetterlo, ndr) "rappresenta un modello di fare politica non più tollerabile. Non bisogna avere paura di chiedere alla politica il rispetto dei valori etici".
Io aggiungerei anche di quelli estetici: ed avrei sconsigliato, ad esempio alla bella Nicole, l'uso abbondante del silicone.
Prendesse esempio dalla Santanchè, la sacerdotessa - oltre che delle mutande pazze - anche della Chirurgia Etica.
Sgherzo. Ovviamente.
Per il momento resta un mistero il movente: perchè una giovane Cons. Reg.le chiede le dimissioni di una sua collega dello stesso partito?
Si accettano delucidazioni in merito.
A giudicare dalla foto allegata al post direi che l'invidia potrebbe giustificare una tale lodevole iniziativa. Ad una prima rapida occhiata la Giudice appare sciatta, bruttina anzichenò e, comunque, non abbastanza avvenente per poter sperare, anche in futuro, in un reclutamento della Minetti per i dopo-cena di Hardcore.
venerdì 11 febbraio 2011
La TV intelligente: può capitare che la trovi per caso.
Oggi pomeriggio, mentre approfittavo di un raro momento di relax e di solitudine, facendo il solito, annoiato, afinalistico zapping televisivo, mi sono imbattuto su La7d nella replica di una trasmissione mattutina di La7, condotta da un Antonello Piroso, in piedi.
Sì! Perchè sapevo - per averla già vista qualche volta - che ne conduce anche un'altra seduto: "Niente di personale", il sabato sera, in prima serata.
Un tale bravo giornalista è già merce rara di questi tempi; un giornalista che Fedele Confalonieri ha definito ..."bravo e capace, ma non omogeneo alla linea editoriale del nostro gruppo" - della qual cosa Piroso non fa mistero di vantarsi - (ma, forse intendeva dire ..."non compatibile" altrimenti l'avrebbe già strappato alla concorrenza a colpi di milioni di euro) intelligente e, per di più, con un gran "sense of humour" e coi tempi della battuta giusti, è ancora più raro.
La trasmissione si chiama "(Ah)I-Piroso".
Il titolo consiste in un non troppo originale gioco di parole. Strizza contemporaneamente l'occhio all'i-Phone e al cognome del conduttore.
E' accompagnata dalla altrettanto banale didascalia: "Politica, società, cultura, gossip nel nuovo programma di Antonello Piroso".
Praticamente offre allo spettatore dei "pezzi" di televisione velocemente scippati con destrezza da trasmissioni recenti o storiche.
Il brovo conduttore commenta con eccezionale sagacia e rara brillantezza, in compagnia di due ospiti fissi dei quali in verità, data la moscezza, non si capisce molto bene la funzione nè l'utilità.
Uno è Adriano Panatta (ovviamente molto meglio come tennista e, forse, perfino come amministratore di Roma, che come spalla); l'altro tale Fulvio Abbate (confesso l'ignoranza: non lo conosco e non so nemmeno come sbarchi il lunario; ma non mi pare così essenziale all'economia della trasmissione).
Volevo modestamente e anche spassionatamente consigliare ai miei amici di Fb (soprattutto a quelli che non amano farsi spappolare il cervello dall'ingessato e logorroico Alessio Vinci di "Matrix" nè farsi sfracassare i coglioni dai plastici e dagli ospiti ...fessi del Grande Sughero e Gran Ciambellano di Corte Bruno Vespa di "Porta a Porta") di dare un'occhiata alla gustosa, piacevole, intelligente trasmissione di Piroso.
Se sono abbastanza fortunati potrebbero anche imbattersi nel verso del famoso ma introvabile e misterioso facocero boreale innamorato e nell'altrettanto famoso, anzi leggendario, impropero di Di Pietro che accompagna l'uscita di Berlusconi dalla Camera dei Deputati: "Pavido, pavido, pavido".
Che fa il paio con l'altrettanto mitico: "CAPRA, CAPRA, CAPRA!" del Vittorio Sgarbi Furioso.
Un'anticipazione: visto il discreto successo forse, anzi, sicuramente, gli daranno una collocazione migliore e più favorevole nel palinsesto de La7. Cosa che merita certamente.
Peccato solo che la stragrande maggioranza dei video-spettatori italiani, ca. il 97%, siano ipnotizzati dalle altre immeritevoli reti.
Sì! Perchè sapevo - per averla già vista qualche volta - che ne conduce anche un'altra seduto: "Niente di personale", il sabato sera, in prima serata.
Un tale bravo giornalista è già merce rara di questi tempi; un giornalista che Fedele Confalonieri ha definito ..."bravo e capace, ma non omogeneo alla linea editoriale del nostro gruppo" - della qual cosa Piroso non fa mistero di vantarsi - (ma, forse intendeva dire ..."non compatibile" altrimenti l'avrebbe già strappato alla concorrenza a colpi di milioni di euro) intelligente e, per di più, con un gran "sense of humour" e coi tempi della battuta giusti, è ancora più raro.
La trasmissione si chiama "(Ah)I-Piroso".
Il titolo consiste in un non troppo originale gioco di parole. Strizza contemporaneamente l'occhio all'i-Phone e al cognome del conduttore.
E' accompagnata dalla altrettanto banale didascalia: "Politica, società, cultura, gossip nel nuovo programma di Antonello Piroso".
Praticamente offre allo spettatore dei "pezzi" di televisione velocemente scippati con destrezza da trasmissioni recenti o storiche.
Il brovo conduttore commenta con eccezionale sagacia e rara brillantezza, in compagnia di due ospiti fissi dei quali in verità, data la moscezza, non si capisce molto bene la funzione nè l'utilità.
Uno è Adriano Panatta (ovviamente molto meglio come tennista e, forse, perfino come amministratore di Roma, che come spalla); l'altro tale Fulvio Abbate (confesso l'ignoranza: non lo conosco e non so nemmeno come sbarchi il lunario; ma non mi pare così essenziale all'economia della trasmissione).
Volevo modestamente e anche spassionatamente consigliare ai miei amici di Fb (soprattutto a quelli che non amano farsi spappolare il cervello dall'ingessato e logorroico Alessio Vinci di "Matrix" nè farsi sfracassare i coglioni dai plastici e dagli ospiti ...fessi del Grande Sughero e Gran Ciambellano di Corte Bruno Vespa di "Porta a Porta") di dare un'occhiata alla gustosa, piacevole, intelligente trasmissione di Piroso.
Se sono abbastanza fortunati potrebbero anche imbattersi nel verso del famoso ma introvabile e misterioso facocero boreale innamorato e nell'altrettanto famoso, anzi leggendario, impropero di Di Pietro che accompagna l'uscita di Berlusconi dalla Camera dei Deputati: "Pavido, pavido, pavido".
Che fa il paio con l'altrettanto mitico: "CAPRA, CAPRA, CAPRA!" del Vittorio Sgarbi Furioso.
Un'anticipazione: visto il discreto successo forse, anzi, sicuramente, gli daranno una collocazione migliore e più favorevole nel palinsesto de La7. Cosa che merita certamente.
Peccato solo che la stragrande maggioranza dei video-spettatori italiani, ca. il 97%, siano ipnotizzati dalle altre immeritevoli reti.
giovedì 10 febbraio 2011
Negli USA un deputato si dimette per foto a torso nudo.
Negli U.S.A. il Deputato (notare la D grande, please!) U.S.A. Chris Lee si è dimesso dopo che la sua foto a torso nudo, pubblicata dal sito scandalistico Gawker, è stata ripresa e pubblicata da tutti i principali media americani, affiancata alla foto in cui il parlamentare compare in giacca e cravatta con alle spalle il Campidoglio di Washington.
In Italia, col cazzo che si sarebbe dimesso: avrebbe fatto causa allo Stato che rappresenta. (Sic!)
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/02/10/ANe2kriE-deputato_torso_dimette.shtml
In Italia, col cazzo che si sarebbe dimesso: avrebbe fatto causa allo Stato che rappresenta. (Sic!)
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2011/02/10/ANe2kriE-deputato_torso_dimette.shtml
mercoledì 9 febbraio 2011
e, per non farci mancare niente, mettiamoci pure la classifica dei primi 100 attori di sempre.
Anche in questa classifica (troppo ...stars&stripes) i bergmaniani, comunque, sono sugli scudi:
n.2 Max von Sidow;
n.26 Erland Josephson
Manca clamorosamente (a parte sviste clamorose del redattore) Viktor Sjostrom probabilmente il miglior attore regista di sempre, o comunque uno dei migliori.
Ma, per fortuna c'è: Federico Luppi (chicazz'è? Questa faccia non mi è nuova! Ah si! L'attore feticcio di Benicio Del Toro).
http://istanbulfilms.blogspot.com/2010/05/actors-15-films-1.html
n.2 Max von Sidow;
n.26 Erland Josephson
Manca clamorosamente (a parte sviste clamorose del redattore) Viktor Sjostrom probabilmente il miglior attore regista di sempre, o comunque uno dei migliori.
Ma, per fortuna c'è: Federico Luppi (chicazz'è? Questa faccia non mi è nuova! Ah si! L'attore feticcio di Benicio Del Toro).
http://istanbulfilms.blogspot.com/2010/05/actors-15-films-1.html
Mamma, li turchi hanno gusto in fatto di cinema.
Indovinate chi mettono al primo posto tra i migliori 150 registi di sempre!?!?
http://istanbulfilms.blogspot.com/2010/05/top-directors-22-films-ingmar-bergman.html
http://istanbulfilms.blogspot.com/2010/05/top-directors-22-films-ingmar-bergman.html
Sara Tommasi e i suoi SMS entrano nell'inchiesta di Napoli come una ...tromba d'aria! :-)
Dopo aver letto i messaggi che Sara Tommasi mandava al Nano di Hardcore ho solo un commento da fare: mi vergogno io per lui.
http://www.libero-news.it/news/664805/Tommasi__minacce_al_Cav_Perquisita_casa_starlet.html
http://www.libero-news.it/news/664805/Tommasi__minacce_al_Cav_Perquisita_casa_starlet.html
martedì 8 febbraio 2011
"Cartoline dai morti", di Franco Arminio.
http://www.youtube.com/watch?v=99QJN4t6dgs&nofeather=True
Oggi, nel primo pomeriggio, ho ricevuto da Gianni, il mio amico corriere della Gls, il libro di Franco Arminio: "Cartoline dai morti".
L'ho letto. Subito. Tutto d'un fiato.
In realtà non è difficile, per nessuno: il libro è piccolo (solo perchè è tascabile; altrimenti è un gran bel libro) e contiene un breve pensiero (del "de cuius", sempre diverso) per ogni pagina.
In totale sono 128 "epigrammi" fulminanti, che potrebbero essere anche epitaffi imperituri.
Sul sito di Ibs-Libri puoi lasciare un commento. L'ho fatto. Con piacere.
Anche perchè Franco Arminio mi ha promesso che sarà ospite della mia rubrica "Incontro con l'autore".
Eccolo!
"Voglio essere breve, anzi lapidario, come - penso - piacerebbe all'autore.
Allora uso un acrostico fatto col suo nome e cognome, che contiene altrettanti aggettivi da riferire direttamente al suo libro:
Franco
Raro
Amaro
Nuovo
Corrosivo
Originale
Acido
Rarefatto
Mortale
Incredibile
Notturno
Incisivo
Obbligatorio"
SR
http://www.ibs.it/code/9788874522361/arminio-franco/cartoline-dai-morti.html
Oggi, nel primo pomeriggio, ho ricevuto da Gianni, il mio amico corriere della Gls, il libro di Franco Arminio: "Cartoline dai morti".
L'ho letto. Subito. Tutto d'un fiato.
In realtà non è difficile, per nessuno: il libro è piccolo (solo perchè è tascabile; altrimenti è un gran bel libro) e contiene un breve pensiero (del "de cuius", sempre diverso) per ogni pagina.
In totale sono 128 "epigrammi" fulminanti, che potrebbero essere anche epitaffi imperituri.
Sul sito di Ibs-Libri puoi lasciare un commento. L'ho fatto. Con piacere.
Anche perchè Franco Arminio mi ha promesso che sarà ospite della mia rubrica "Incontro con l'autore".
Eccolo!
"Voglio essere breve, anzi lapidario, come - penso - piacerebbe all'autore.
Allora uso un acrostico fatto col suo nome e cognome, che contiene altrettanti aggettivi da riferire direttamente al suo libro:
Franco
Raro
Amaro
Nuovo
Corrosivo
Originale
Acido
Rarefatto
Mortale
Incredibile
Notturno
Incisivo
Obbligatorio"
SR
http://www.ibs.it/code/9788874522361/arminio-franco/cartoline-dai-morti.html
La favolosa tempestività del Governo.
Sul caso Fiat il Governo è stato assente, anzi latitante, per mesi e mesi.
Ora, Sacconi , a nome del Governo, chiede un incontro (per trattare su che?), dopo aver praticamente lasciato che Marchionne imperversasse per più di anno lungo tutta la penisola. (E anche al Super Bowl. (Dove, per inciso, la Chysler si è concesso il lusso di pagare un fantasmiliardo di dollari per uno spot durato quanto un cortometraggio).
Evitiamo di fare i populisti un tanto all'etto, facendo i conti di quante retribuzioni annuali di un operaio avrebbero potuto pagarci con quei soldi. Molti di più delle "stock-option" e degli stipendi annuali del super-manager sottocollocato col maglione blue.
Ci limitiamo solo ad una riflessione da profani: se non è bastata una crisi mondiale, tra le più dure e tragiche, a farci realizzare che (forse) bisogna cambiare un minimo di approccio (nel senso di morbidezza e di oculatezza) per aggredire e risolvere le questioni economiche, industriali, del lavoro e della occupazione che abbiamo sottomano, aspettiamoci un altro 1929, e un'altra Grande Depressione.
http://www.iltempo.it/economia/2011/02/08/1235837-sacconi_apre_marchionne.shtml
Ora, Sacconi , a nome del Governo, chiede un incontro (per trattare su che?), dopo aver praticamente lasciato che Marchionne imperversasse per più di anno lungo tutta la penisola. (E anche al Super Bowl. (Dove, per inciso, la Chysler si è concesso il lusso di pagare un fantasmiliardo di dollari per uno spot durato quanto un cortometraggio).
Evitiamo di fare i populisti un tanto all'etto, facendo i conti di quante retribuzioni annuali di un operaio avrebbero potuto pagarci con quei soldi. Molti di più delle "stock-option" e degli stipendi annuali del super-manager sottocollocato col maglione blue.
Ci limitiamo solo ad una riflessione da profani: se non è bastata una crisi mondiale, tra le più dure e tragiche, a farci realizzare che (forse) bisogna cambiare un minimo di approccio (nel senso di morbidezza e di oculatezza) per aggredire e risolvere le questioni economiche, industriali, del lavoro e della occupazione che abbiamo sottomano, aspettiamoci un altro 1929, e un'altra Grande Depressione.
http://www.iltempo.it/economia/2011/02/08/1235837-sacconi_apre_marchionne.shtml
Smozzichi e Bocconi ...
Questa pia donna è sara Tommasi, laureata in economia e commercio (evito per amor patrio le - pur pertinenti - battutacce da caserma) alla Bocconi col massimo dei voti.
E anche lei nell'ichiesta "Rubygate": sembra che sappia molte cose e che verrà chiamata a renderne conto dai giudici e a confermarle in procura.
E' la testimonianza vivente che il "pezzo di carta", seppur prestigioso, oggi non serve più a niente: si fa più strada, non andando alla Bocconi, ma mettendosi ...bocconi. (Sic!)
Per la serie: "meglio 100 giorni a... pecora che 1 da leone!"
http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo502604.shtml
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=149891
E anche lei nell'ichiesta "Rubygate": sembra che sappia molte cose e che verrà chiamata a renderne conto dai giudici e a confermarle in procura.
E' la testimonianza vivente che il "pezzo di carta", seppur prestigioso, oggi non serve più a niente: si fa più strada, non andando alla Bocconi, ma mettendosi ...bocconi. (Sic!)
Per la serie: "meglio 100 giorni a... pecora che 1 da leone!"
http://www.tgcom.mediaset.it/politica/articoli/articolo502604.shtml
http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=149891
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