sabato 29 gennaio 2011

"Timeo hominem unius libri".

"Timeo hominem unius libri" (letteralmente "Temo l'uomo di un solo libro") è una locuzione latina attribuita a San Tommaso d'Aquino e può significare due distinti messaggi: 
"Meglio studiare solo un argomento (libro) in modo approfondito, piuttosto che tanti, ma superficialmente". Da qui "temere" come riconoscimento di un interlocutore preparato su un solo argomento.
Più spesso l'aforisma è visto come una critica a chi si limita ad una sola fonte di conoscenza o ha una erudizione limitata, nella traduzione "Diffida di chi ha letto un solo libro!".
La vastità di conoscenze e la pluralità delle fonti di Tommaso d'Aquino fa propendere per questa seconda interpretazione come più vicina al senso originale della frase.
Ma l'interpretazione è controversa ed aperta alle soluzioni più varie e
variegate.
Fatto si è che mi richiama alla mente un fatto realmente accaduto.
Qualcuno, improvvidamente, voleva regalare ad un mio amico un libro.
Quello rispose, quasi piccato: "grazie, no! Ne ho già uno a casa". (Sic!)

Ingmar Bergman Google-Alert di stasera: 29 Gennaio 2011 h.18.22.

https://mail.google.com/mail/?hl=it&shva=1#inbox/12dd2bf267e14d60

590 iscritti al gruppo "Il posto delle fragole".

http://www.facebook.com/group.php?gid=57853471381
Abbiamo raggiunto il nostro massimo storico di iscritti al gruppo.
Siamo 590: ma possiamo crescere ancora.

Bergmaniani di tutto il mondo unitevi! :-)

"Il settimo sigillo" su "T9Donna"

Per ben due volte in due giorni, la prima giovedì pomeriggio, l'ultima ieri sera "late nigth", mi sono imbattuto su una piccola Tv privata del centro italia: T9Donna, nella proiezione de "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman.
Inutile dire che è uno dei film più importanti della cinematografia mondiale, oltre che del grande regista scandinavo (da molti, me compreso, considerato "il più grande di sempre" Gian Luigi Rondi e "the best director ever", anche secondo Woody Allen, un'altro che di cinema se ne intende).

MORALE:
In attesa che anche la RAI di Masi&Co si ricordi che la Tv è un modo per fare cultura alta e quindi riprenda la programmazione, anche in ora tarda, dell'intera filmografia del Maestro, tutti i bergmaniani sono invitati a tenere gli occhi aperti: facendo zapping sulle reti private ogni tanto si hanno delle gradite sorprese.
In via subordinata ci sono sempre i DVD.

venerdì 28 gennaio 2011

Un bel libro di Aldo Garzia , pieno di curiosità: "INGMAR BERGMAN THE GENIUS"

http://cerca.unita.it/data/PDF0115/PDF0115/text23/fork/ref/11015ysp.HTM?key=abbado&first=1&orderby=1

Lutto nel mondo del cinema. Scomparso Piercarlo Nolli - 100cinema.

La sua carriera nel cinema inizia alla fine degli anni Cinquanta, da una folgorazione avuta davanti a un film di Ingmar Bergman, «Il settimo sigillo». «Era il 1958 e con un gruppo di amici siamo andati all'Arlecchino che, allora, nei mesi estivi, proiettava quei film che allora venivano chiamati "film d'arte" quelli, detto in altri termini, che non incassavano durante l'anno - aveva raccontato tempo fa Nolli - Lì abbiamo visto "Il settimo sigillo" e la settimana dopo "Il volto" di Ingmar Bergman ed è stata una vera e propria rivelazione.
Tanto che all'uscita dalla sala ci siamo detti che questi erano film che meritavano di essere visti da un pubblico più vasto e non solo per pochi: è stato lì che abbiamo deciso di fondare un cineclub».

Di Pietro a Cassino sfila con i lavoratori della FIAT

Stamattina a Cassino Antonio Di Pietro ha voluto esprimere personalmente la sua solidarietà nei confronti dei lavoratori della Fiat dello stabilimento di Piedimonte S.Germano, sfilando al loro fianco nella manifestazione organizzata dalla FIOM.
L'ennesima forte testimonianza della sensibilità di Di Pietro, e di tutta L'IDV, per i problemi degli operari, del lavoro e dell'occupazione.

http://www.antoniodipietro.com/2011/01/con_i_lavoratori_per_i_diritti.html

giovedì 27 gennaio 2011

Tutte chiacchiere o tutti fatti

Nicole Minetti cons. reg.le della Lombardia:
..."E' solo un vecchio che vuole salvare il suo culo flaccido!" (Sic!)

Da chi vuole salvare il suo culo il Nano di Hardcore? Da cosa?

Se dai PM: per quale reato? Concussione? Prostituzione minorile? Altro?

Se da eventuali ricattatori? Chi sono? Lele "o-tempora-o-mores" Mora?
Altri?
Li conosce sicuramente e li copre, invece di denunciare il reo e il reato che conosce, li ...favoreggia?

Ruby "the ass" Rubacuori (e orologi e soldi) gli ha chiesto davvero 5.000.000 di euro?

Lo dica: confessi! E, soprattutto, la denunci. E' un suo dovere di Premier.

Come sarebbe un suo preciso dovere di Presidente del Consiglio dei Ministri togliere il disturbo e rassegnare le dimissioni.

Per non dimenticare la Shoah. (L'inferno in terra) Componimento pubblicato da Salvatore M. Ruggiero il giorno mercoledì 27 gennaio 2010.

Da piccolo l'ho vista la Shoah.
Meglio, quello che la Shoah aveva lasciato dietro di se.
Le ceneri, ancora fumanti, della Shoah.
Nella televisione, appena comprata.
Ma, quella non era la Shoah. No!
Era solo una pallida idea di ciò ch'era stata, la Shoah.

Ho visto i bulldozer spalare cataste di cadaveri dalle fosse di Dachau, Mauthausen, Buchenwald, Auschwitz o Treblinka.
Ho visto i bulldozer ammassare montagne di corpi.
Corpi che in vita erano stati. Un tempo.
Ed ora erano oggetti. Cose. Fatte di pelle e di ossa.
Cadaveri scheletriti di chi, strappato alla vita, una volta era stato un essere umano.

A quegli uomini hanno tolto i beni e la libertà.
L'identità e la dignità. L'amore e la pietà.
Infine, hanno tolto loro anche la vita.
Ma non sono riusciti a portare via la loro anima.

Un bel giorno d'estate, di vent'anni fa, sono andato a Dachau.
Dachau, Mauthausen, Buchenwald, Auschwitz o Treblinka è lo stesso.
Sono posti tutti uguali.
Cimiteri tristemente famosi.
Lì ho visto coi miei occhi cosa era stata la Shoah.

Lì ho visto montagne di scarpe che, un tempo, calzavano piedi umani.
Ho visto ciocche di capelli pettinati ogni sera, brulicanti di pidocchi.
Ho visto mucchi di denti, bianchi come perle oppure neri e marci.
Come ultimo pasto hanno mordicchiato una rapa o una radice di cavolo.
I più fortunati, fra quei denti cavati, hanno assaporato, per l'ultima volta, il gusto di una carota marcia.

Ho visto cumuli di occhiali che hanno aiutato chi l'inforcava a vedere, leggere e scrivere.
Ora erano miseramente divelti, storti, rugginiti.
Nel buio della ragione, non sono più serviti a vedere, a leggere, a scrivere.
Ho visto cataste di valigie, di cuoio e di cartone,
vuote, ammassate l'una sull'altra.
Non contenevano nulla.
Chi si reggeva forte alle maniglie di cuoio o di cartone aveva fatto il suo ultimo viaggio.
E non sospettava che quel viaggio sarebbe stato di sola andata.

Anche chi era ben vestito non poteva sospettare nemmeno che a Dachau, Mauthausen, Buchenwald, Auschwitz o Treblinka, gli sarebbero bastati pochi cenci, addosso.
Non sapeva che avrebbe perso la libertà di vestirsi, di leggere, di scrivere e di guardare il mondo. Bello o brutto.

A Dachau ho visto i forni crematori.
Bocche aperte e sdentate. Ancora spalancate.
Come aspettassero, trepidanti e insaziabili, altre infornate di poveri cristi ignari del proprio destino.
A Dachau ho visto le camere a gas.
E pesanti porte di ferro che sigillavano l'aria.
Gli ugelli del gas sembrano ancora pronti a sfiatare veleni. A togliere l'aria.

Sono stato a Dachau. Un bel giorno d'estate.
E' come essere stati a Mauthausen, Buchenwald, Auschwitz o Treblinka.
Non c'era più freddo e nebbia e morte da respirare.
Ho visto cosa dev'essere stata la Shoah.
Non ho visto morire nessuno.
Ma ho visto lo stesso, in faccia, la Morte.
L'ho respirata. L'ho annusata dall'aria.
E' brutta la Morte.
Io non dimenticherò cosa può essere stata la Shoah.

E, se Memoria significa non dimenticare,
tutti dovrebbero fare lo sforzo ulteriore di non dimenticare .......l'indimenticabile.
Tutti dovrebbero ricordare.
Chi non l'ha vissuta e chi non vorrebbe più ricordarla.
Chi pagherebbe per dimenticarla e chi vorrebbe non fosse mai avvenuta.
Chi è contento d'essersi risvegliato dall'incubo più brutto che l'umanità abbia mai vissuto e chi è contento per essere tornato dall'Inferno in terra.
La Shoah.

E, se, fra cento o mille anni, qualcuno che ancora ricorda si chiederà cos'era la Shoah, gli si risponderà che la Shoah è stata l'inferno in terra. 
E l'inferno è meglio che stia all'inferno.
E quel qualcuno non scorderà.
E anche gli altri non scorderanno.
La Shoah.

(Componimento di Salvatore Ruggiero, presentato al Concorso Nazionale di Poesia: "L'OLOCAUSTO", organizzato dall'Amm.ne Com.le di Coreno Ausonio per la Celebrazione della Giornata della Memoria.)

mercoledì 26 gennaio 2011

Ingmar Bergman Alert: Berninale 2011.

La 61esima edizione del Festival di Berlino ha deciso di rendere onore e gloria (com’è giusto che sia) a quell’immenso artista che è stato Ingmar Bergman, regista svedese scomparso nel 2007, autore di alcune tra le più belle pagine della cinematografia mondiale.
La storia d’amore tra Bergman e la Berlinese comincia nel 1958 con l’assegnazione dell’Orso d’Oro ad uno dei film capolavoro del regista, “Il posto delle fragole”, ma non ha avuto il tempo di concludersi degnamente con l’assegnazione di un Orso d’Argento alla carriera.

E' uscito il nuovo CD delle Officine Culturali: l'ultima iniziativa del Comune di Coreno Ausonio.

In questi giorni, viene distribuito gratuitamente a tutti i cittadini, a cura dell'Amministrazione Comunale di Coreno Ausonio, il CD delle "Officine Culturali"

Mario Scaccia è morto: aveva 91 anni.

Il grande attore teatrale Mario Scaccia è morto a 91, anni presso il Policlinico Gemelli, dove era stato ricoverato prima di Natale: gli era stato diagnosticato un tumore.
Con lui se ne va, senza retorica, un pezzo importante del teatro italiano del novecento.

Ho un ricordo personale assai piacevole del grande attore scomparso.
Voglio condividerlo coi lettori del mio blog.
Risale a circa trent'anni fa.
Probabilmente era il 1982.
Ebbi la fortuna di assistere ad una sua rappresentazione del "Sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare, nella straordinaria, bellissima cornice estiva del Teatro Romano di Minturnae, restaurato da qualche anno e reso agibile per le rappresentazioni estive.
A solo una ventina di km da casa mia.
Ora un po meno, ma allora succedeva sovente che ospitasse grandi lavori  estivi iteneranti allestiti da altrettanto grandi compagnie.
Essendo Scauri proprio sull'itinerario degli spostamenti da Ostia Antica e Taormina.
Che ospitavano le stesse compagnie, nei loro rispettivi anfiteatri, immediatamente prima e immediatamente dopo.
Scaccia interpretava il ruolo di Oberon, che ...cambia il corso degli eventi.
In realtà la sua interpretazione non mi impressionò molto: sembrava fatta in "suplace", come avesse fretta di abbandonare il palcoscenico.
Ma la voce impostata, possente, quasi tenorile, dell'attore rimbalzava lo stesso le pietre vetuste, raggiungendo il pubblico entusiasta assiepato sulla gradinata dell'anfiteatro romano.
La rappresentazione, anche per merito degli altri attori che non ricordo e della bella scenografia fu ugualmente incredibile.
E' sempre un gran bella esperienza assistere agli spettacoli che solo i grandi possono offrire.

http://www.chiediscena.it/attori/curriculum_scaccia_mario.asp

NOUER in concerto Live a Coreno Ausonio.

Nouer in concerto a Coreno Ausonio dopo il tour Europeo

Data: 29/01/2011 a 29/01/2011
Orario: 10:30 pm
Indirizzo: Viale della Libertà 19
Locale: Freedom Coffè and Drink
Link FB: Info su FB
I Nouer hanno girato per i locali di mittel ed est Europa (Germania, Rep. Ceca, Ungheria e Polonia) ed ora si ritrovano a Coreno Ausonio, in un’ eccezionale anteprima del loro prossimo lavoro discografico, in pubblicazione con la Subcava Sonora.
http://www.myspace.com/nouer
http://www.facebook.com/pages/nouer/46952517525
http://www.subcavasonora.com/nouer-it.html

Il ministro Rotondi, Berlusconi e l'eleganza del ...satiro.

Il concetto dell'eleganza e della raffinatezza, all'insegna delle quali erano improntate tutte le feste che il nostro beneamato premier organizzava presso le sue principesche residenze, è stato rispolverato e ribadito a chiare lettere ieri sera, nel corso della puntata di Ballarò, dal ministro per l'Attuazione del programma (Sic!) Gianfranco "nato-tondo-non-morirò-quadro" Rotondi. 
E ormai lo sanno tutti, anche le pietre, che, se devi organizzare delle feste in una villa lussuosa (tipo Macherio o Hardcore o Certosa) e vuoi creare un ambiente elegante e raffinato, con conversazioni ad altissimo livello culturale, devi provvedere ad attingere a quanto di più elegante e raffinato la nostra attuale società possa offrire. 
Ergo, devi invitare, perlomeno: 
Emilio Fede (sedicente giornalista e indegno direttore di TG4); 
Nicole Minetti (igienista dentale e show girl fatta, rifatta e strafatta, nonchè madre lingua inglese e laureata con 110 e lode);
Lele o-tempora-o-mores" Mora, manager di indubbio ascendente;
e "last but not least" Ruby "the Ass" Rubarcuori, una zoccolona minorenne in cerca di soldi e di notorietà, senza limiti morali, e che si gestisce in tv e nelle discoteche come una puttana vecchia.

martedì 25 gennaio 2011

Faro: l'isola del bergmaniano.: Parla con ...Ingmar Bergman.

Faro: l'isola del bergmaniano.: Parla con ...Ingmar Bergman.

Parla con ...Ingmar Bergman.

Nel "Parla con ...Ingmar Bergman" creato da Salvatore Ruggiero, su Fb, potrete trovare più di 100 frasi celebri, aforismi, stralci dalle sceneggiature dei film del Maestro.



http://apps.facebook.com/parlacon/play.php?id=519287

Berlusconi, Lerner, La7 e le ...puttane.

Ieri sera devo essere stato tra i pochi fortunati (e sì, perchè La7 è ancora una tv di ...nicchia) che hanno assistito in diretta alla incursione di Berlusconi nel corso della puntata (in corso) dell'Infedele.
Non mi pare il caso di dilungarmi a commentare il tono, lo stile, l'arroganza e l'italiano della sua "partecipazione" ma lasciate che due cose ve le dica:
1) fossi stato nei panni di Iva Zanicchi mi sarei incazzato non poco al suo invito a lasciare la trasmissione: consigliare in privato quello che deve "cantare" dagli scranni del "Festival" di Strasburgo è una cosa; dirlo (anzi intimarlo) in pubblico e per di più in TV è un'altra.
2) Berlusconi è indiscutibilmente il massimo esperto mondiale di televisione e di ...postriboli, ergo il suo giudizio, espresso in diretta, sulla conduzione di Gad Lerner e la sua trasmissione - mi spiace - ma, per quanto è autorevole, pesa come un macigno, e non va assolutamente sottovalutato. :-)
SR

Libro consigliato di oggi: "Elogio dell'imbecille" (e non parlo di me, ovviamente!)

"Gli intelligenti hanno fatto il mondo, gli stupidi ci vivono alla grande".

Poi penso ...se gli intelligenti hanno permesso che gli stupidi occupassero il mondo qualche dubbio legittimo mi sorge anche su di loro. Sic!
Ma, lasciamo stare.

Il bel libro di Pino Aprile, autore anche di "Terroni", cerca di spiegare:

..."Perché al mondo ci sono tanti imbecilli? E perché, sorprendentemente, in politica come nelle aziende gli stupidi prosperano, riuscendo spesso a raggiungere posizioni di successo? 
La risposta è semplice: l'intelligenza non serve più. L'uomo se l'è lasciata alle spalle, come i peli che gli ricoprivano il corpo, la coda o la camminata a quattro zampe. Il segno più caratteristico dell'essere umano, quello che gli ha permesso di elevarsi dalla specie animale e, in una certa misura, di dominare il mondo, non è più necessario. La nostra specie tende per natura alla stupidità e, per la sua sopravvivenza, è questa a giocare un ruolo chiave. Ecco perché l'imbecille ha una marcia in più. E un anticipatore: non capisce niente, ma è già pronto per il futuro e sarà lui a salvarsi. Inutile allarmarsi dunque se abbiamo sempre più casi eccellenti di cervello avvizzito, soprattutto tra chi è chiamato a ricoprire ruoli di responsabilità: evidentemente siamo al traino di chi ha davvero compreso come gira il mondo e non può che traghettarci verso un ridente destino. Alla fine, è una questione di sopravvivenza: meglio un cretino vivo che un genio morto".


http://www.ibs.it/code/9788856616811/aprile-pino/elogio-dell-imbecille-gli-intelligenti.html

Sic transit gloria mundi!

Qualche decennio fa, in Itaglia, avevamo e potevamo contare su politici e governanti che davano il buon esempio. E che esempio.
Spezzavano i panini nei pranzi ufficiali, per non sprecare il pane; vivevano con la famiglia in case prese in affitto; non avevano l'auto blu e nemmeno la scorta; si facevano rivoltare il cappotto e non "sprecavano" certo i loro (pochi) soldi per comprarne uno più alla moda; i loro figli studiavano nelle scuole e nelle università statali (c'erano quasi solo quelle); le mogli facevano le casalinghe e, se andava bene, le insegnanti; se incappavano in qualche scandalo (c'erano anche allora, ma per fortuna non uno al giorno) erano finiti. In più, non erano inquisiti un giorno si e l'altro pure; non erano rincorsi dai PM inquirenti, come gli insolventi lo sono da schiere di creditori; legiferavano (decentemente) e governavano con approssimazione (forse), ma col "buon senso del padre di famiglia" (certo), com'era scritto nei codici fino a poco tempo fa.

Oggi siamo governati da politici di mestiere, faccendieri, praticoni, trafficanti, briganti che hanno la poltrona appiccicata al culo; che il buon esempio lo danno se si fanno inquisire (come Forlani e Andreotti, che non sono esattamente dei "Cuor-di-leone"), e se si fanno processare e accettano di subire la sentenza (di secondo grado, s'intende!).
Solo in seguito ad essa (se non dopo la Cassazione) vanno in galera (vedi Totò "vasa-vasa" Cuffaro, che ha fatto un figurone costituendosi spontaneamente a Rebibbia).
E, soprattutto accettavano (anche di malgrado) di andare a casa quando si accorgevano che non era più il caso di tenere ...disturbo.
Tanto se non andavano a casa "sua sponte" potevi sempre non votargli la preferenza: vi siete dimenticati che una volta chi doveva governare lo sceglievamo noi elettori e non le segreterie dei partiti. La diabolica invenzione dei listini bloccati degna delle migliori menti criminogene non c'era ancora stata. E' roba recente.

L'alternativa a questi bei tempi andati, come propone il nostro beneamato Presidente del Consiglio, è: RESISTERE! RESISTERE! RESISTERE!
Ai PM; ai giudici; ai processi; all'opposizione; alle richieste di dimissioni; al pubblico ludibrio; al buon senso; alla morale comune. E - perchè no? - anche a qualche buon consiglio che gli sarà pervenuto da qualche suo spalleggiatore meno "sotto-posto" e "sotto-pancia" degli altri (almeno voglio sperare che ci sia stato).
E restare saldamente e inamovibili al proprio posto.
A Napoli dicono: "senza scuorno 'nfacce!"

SR

lunedì 24 gennaio 2011

Ingmar Bergman Alert

Registi di ieri e oggi in vetrina
Registi svedesi di ieri e oggi affollano il programma della 61^ Berlinale (10-20 febbraio): dalla retrospettiva dedicata a Ingmar Bergman al debutto di Lisa Aschan She Monkeys, da quattro cortometraggi al documentario The Black Power Mixtape 1967-1975 (in Panorama).

Gli appassionati di Bergman potranno vedere tutti i lungometraggi da lui diretti, quelli solo sceneggiati e i documentari Images from the Playground e …but Films is My Mistress di Stig Björkman. Tre delle attrici preferite da Bergman — Liv Ullmann, Harriet Andersson e Gunnel Lindblom — discuteranno i loro film, e saranno presenti anche l’ex collaboratrice Katinka Faragó, un produttore, la scenografa Gunilla Palmstrierna-Weiss e la costumista Anna Bergman.


http://www.cineuropa.org/newsdetail.aspx?lang=it&documentID=194851

L'ultimo libro di Pino Aprile: "Terroni"

Tutto quello che bisogna sapere sulla Questione Meridionale e non avete mai letto nei libri di storia (ufficiale).

http://www.ibs.it/code/9788856612738/aprile-pino/terroni-tutto-quello-che.html

"Fratelli d'Italia... ma sarà poi vero? Perché, nel momento in cui ci si prepara a festeggiare i centocinquant'anni dall'Unità d'Italia, il conflitto tra Nord e Sud, fomentato da forze politiche che lo utilizzano spesso come una leva per catturare voti, pare aver superato il livello di guardia. 
Pino Aprile, pugliese doc, interviene con grande verve polemica in un dibattito dai toni sempre più accesi, per fare il punto su una situazione che si trascina da anni, ma che di recente sembra essersi radicata in uno scontro di difficile composizione. 
Percorrendo la storia di quella che per alcuni è conquista, per altri liberazione, l'autore porta alla luce una serie di fatti che, nella retorica dell'unificazione, sono stati volutamente rimossi e che aprono una nuova, interessante, a volte sconvolgente finestra nella facciata del trionfalismo nazionalistico. 
"Terroni" è un libro sul Sud e per il Sud, la cui conclusione è che, se centocinquant'anni non sono stati sufficienti a risolvere il problema, vuol dire che non si è voluto risolverlo. 
Come dice l'autore, le due Germanie, pur divise da una diversa visione del futuro, dalla Guerra Fredda e da un muro, in vent'anni sono tornate una. Perché da noi non è successo?"

Gli immigrati ci cacceranno...

Secondo me per come si stanno mettendo le cose è molto probabile, anzi certo, che ci caccino dall'Itaglia gli immigrati di tutti i paesi: Romeni; Albanesi, Ucraini; Ugandesi; Tunisini; Marocchini; Polacchi, si nono rotti il cazzo di questa merda di paese nel quale sono venuti a stare.
Il loro era diverso!
Quelli che sostengono Berlusconi li cacceranno per ovvi motivi; quelli che sono contro il Nano di Hardcore li cacceranno perchè non sono stati capaci di fare un cazzo per abbattere il ...Vecchio Satiro.

Cartoline dai morti. L'ultimo libro di Arminio Franco.

"Cartoline dai morti", l'ultimo libro di Arminio Franco, inventore della Paesologia, sarà presentato a Coreno Ausonio questa primavera (data da destinarsi), per gentilissima concessione dell'autore, nel corso della rubrica: "Incontro con l'autore", ideata e condotta da Salvatore Ruggiero.


http://www.ibs.it/code/9788874522361/arminio-franco/cartoline-dai-morti.html

Il mio paese: com'era.


..."Se chiudo gli occhi le vedo ancora le sue case basse: paiono reggersi lungo il pendio scosceso, puntellate nella terra e nei sassi. Sembrano gatti che si reggono sul sofà con gli artigli ficcati nello schienale. Sono addossate, appiccicate una sull’altra, a modellare i minuscoli, caratteristici borghi, stipati di portici archi e loggiati, che conservano ancora il nome degli edificatori primordiali. Tutte di pietra viva e malta impastata a colpi di badile; tutte coi serramenti di quercia laccati al naturale. Li vedo ancora i suoi tetti coperti di coppi fatti a mano: tutti uguali nella forma, tutti diversi nei colori, estratti a caso dall’impasto di terracotta. Le vedo ancora le sue macere di pietra a segnare i confini delle proprietà - fuori del centro abitato e anche dentro. Appena spaccate, le pietre sono di un bianco abbagliante, quasi lunare; poi, col tempo e con le intemperie, diventano grigie - per accompagnarsi meglio alla tristezza del paesaggio circostante".

domenica 23 gennaio 2011

Il mio gruppo su Fb: Il posto delle fragole (Smulltronstallet-Ingmar Bergman Fan Club)

http://www.facebook.com/group.php?gid=57853471381

Concorso Nazionale di Poesia.

http://www.comune.corenoausonio.fr.it/cms/node/689?destination=node%2F689

Il Comune di Coreno Ausonio bandisce il
II° Concorso Nazionale di Poesia
avente come tema il 150° anniversario dell'unità d'Italia.
La scadenza della presentazione dei testi è fissata per il giorno 18 febbraio 2011, mentre la premiazione avverrà il giorno 26 marzo 2011.

Ulteriori informazioni utili sul sito del Comune di Coreno Ausonio.

Toh! Chi si rivede al TG3: Uolter Ueltroni.

Grande Uolter: "il PD ha un elettorato reale del 24%; un elettorato potenziale del 42%. Bisogna colmare questo gap".
Mi chiedo: nel frattempo che non s'è visto ...avesse studiato dal prof. Catalano?

Breve lettera aperta al Senatore Felice Belisario, capogruppo dell'IDV.

Senatore, fammi una cortesia. 
La prossima volta che incontri il ministro Alfano fagli questa domanda da parte mia: 
"come fai ad essere così sicuro che il tuo capo non sia mai andato a puttane (per giunta minorenni)? Da poterlo affermare con... tanta sicumera in TV.
Grazie Senatore.

SR 

Per la serie: una laurea "honoris causa" non si nega a nessuno, nemmeno a Berlusconi.

Se fossi stato in Saviano la replica a Marina Berlusconi sarebbe stata in casalese. Questa: "..e vabbuò, Marì, 'nte piglià collera! Mò c'iaranno pur a patete na laurea honoris causa! Sì! In ...ginecologia". :-)

Appunti sparsi dopo la visione de "La fontana della vergine".

Ma tu vedi, Dio! Tu vedi, vedi la morte di un innocente, vedi la mia vendetta e non l'hai impedito.
Io non ti capisco! Eppure adesso chiedo il tuo perdono. Non conosco altro mezzo per conciliarmi con queste mie mani, non conosco altro modo per vivere. Ti faccio voto, o Signore, qui, in penitenza del mio peccato, di edificare una chiesa con queste mie mani”.
(Tore - interpretato da Max von Sidow - dopo aver ammazzato i tre pastori che hanno violentato e ucciso sua figlia Karin - interpretata da Birgitta Petterson - davanti al suo corpo inanimato).

SINOSSI

Il Signore Tore ha due figlie.
Karin è bionda, bella e buona, zelante coi genitori coi servi e con gli estranei: e, forse, proprio questa sua qualità le costerà la vita.
Ingeri, in stato di gravidanza dopo una violenza sessuale, è buia, ombrosa e invidiosa di Karin, che detesta.
Quando Karin viene inviata a portare ceri alla Madonna che risiede nella sua chiesa di appartenenza, come solo una vergine può fare, Ingeri fa scivolare un rospo nel pane che servirà per la sua colazione.
Lungo il tragitto Karin, che ha litigato con la sorella e se ne è allontanata, proseguendo da sola, è fermata da alcuni pastori (in realtà sono dei malfattori) e si attarda a parlare con loro.
Innocente ed altruista, offre di condividere il suo pasto.
Proprio mentre prendono il pane per cibarsene il rospo depositatovi da Ingeri salta fuori dalla pagnotta.
Questo fatto improvviso irrita non poco ed insieme eccita gli uomini.
Essi aggrediscono la ragazza, prima la stuprano a turno, poi la uccidono senza motivo con una bastonata sulla testa.
La spogliano della sua preziosa veste e lasciano il suo corpo esanime e nudo a terra.
Più tardi, quando sono, incosapevolmente, ospiti della casa padronale del Signore Tore, essi offrono di vendere la veste di Karin, sporca di sangue, proprio a sua madre.
La donna, ineffabile e razionale, li rinchiude per evitare che scappino e avverte il marito.
Dopo un elaborato rituale pagano di abluzione purificante, Tore uccide i pastori e, con essi, anche l'incolpevole bambino che li accompagna.
(Sembra, quasi, di assistere alla scena della drammatica vendetta di Ulisse contro i Proci, con la quale si chiude l'Odissea di Omero).
Poi si reca alla ricerca del cadavere della figlia e, giunto sul punto esatto in cui la sua Karin giace morta, giura di costruire una chiesa in quel posto.
Come per miracolo, in risposta divina al suo gesto, sullo stesso posto una polla d'acqua sgorga improvvisamente.

21° film di Bergman, certamente uno dei suoi migliori.
Il primo (il solo?) in cui l'intervento di Dio nell'azione è concreto: il divino si materializza con un miracolo.
Le scene, molto realistiche, dello stupro e della vendetta, all'epoca, furono censurate.
Splendido, come sempre, il bianco e nero di Sven Nykvist, direttore della fotografia.
Oscar nel 1960 per il miglior Film Straniero.

Ambientato in un livido medioevo, che lo accomuna a “Il settimo sigillo”
- riferimento più immediato nella filmografia di Bergman - ma dal quale subito si distanzia, perchè in esso la violenza è un fatto privato, mentre in quello era generale e generalizzata.
E anche perchè non ci si occupa, né ci si preoccupa, delle grandi problematiche (o piaghe) dell'umanità, ma dei piccoli-grandi drammi (fatti) privati.
In quello poi, Antonius Block (sempre interpretato da Max von Sidow) cerca spasmodicamente Dio; nel successivo si invoca Odino, il dio pagano, e si prega il Dio dei cristiani, contemporaneamente ma in un'altra parte della casa.
In questo ci si sottopone ad un rituale catartico pagano e si manda una vergine a portare i ceri alla Madonna che sta nella chiesa cristiana di appartenenza.
Insomma ne “La fontana della vergine” ci si trova nel bel mezzo di una continua tensione tra tradizione dell'antico e ventata della nuova religione; tra misticismo e pragmatismo.
Nel film, poi, si da molto più peso alle immagini che non alle parole, ai dialoghi: come se Bergman volesse indurre lo spettatore, già durante la visione, ad una più diretta ed immediata meditazione.

Mi assumo la piena responsabilità del problema religioso che ho creato ne “Il settimo sigillo”. Una vera pietà romantica resa in una luce speciale. Anche, con “La fontana della vergine”, la mia motivazione è stata estremamente mistica. Ma, il concetto di Dio che aveva iniziato, in me, molto tempo prima la sua ...bancarotta, è rimasto, nel film, poco più che un'accessorio. La cosa che mi interessava veramente era raccontare drammaticamente la storia orribile della ragazza e dei suoi stupratori, e la vendetta successiva di Tore. Il mio conflitto (in corso) con la religione era sulla via della sua completa definizione".

Il soggetto, tratto da una ballata, elaborata a sua volta da una leggenda medievale svedese (Tores dotter i Wänge), vede la firma eccellente di Ulla Isakson, una importante scrittrice svedese, nata a Stoccolma nel 1916 e morta nel 2000.
Autrice di romanzi, racconti e sceneggiature nei quali i temi principali sono le problematiche del sesso femminile, l'amore e i rapporti dell'individuo col divino.
Ella fu legata a doppio filo alla filmografia di Bergman da ben tre importanti collaborazioni: “Alle soglie della vita” (1958); La fontana della vergine” (1959); “Il segno” (1982).

"Tore Dotter i Wange" ("figlia di Tore in Vange"), è la ballata medioevale svedese su cui il soggetto e, quindi, la sceneggiatura del film di Ingmar Bergman sono stati tratti.Esiste davvero la chiesa edificata da Tore in memoria della figlia Karin assassinata dopo essere stata stuprata.
La posizione geografica di “The Vange” è nel Malmskogen in Östergötland, nel sud-ovest della Svezia.
Nel 19° secolo, Erik Gustaf Geijer, storico, scrittore e compositore svedese vissuto a cavallo tra il 18° e il 19° secolo, ha osservato che le persone nella zona circostante, ancora riferiscono numerose leggende sui tragici eventi tradotti dalla ballata.
Un manoscritto del 1673 dichiara addirittura l'esistenza della pozza di Vange (Vange Brunn), che apparve miracolosamente nel punto in cui la giovane vergine, protagonista della drammatica storia, fu uccisa.
Infine, si crede ancora che, nella foresta che sta nelle vicinanze, avvengano ogni sera intorno alla mezzanotte, le apparizioni del fantasma di Karin, la giovane vittima.

Molto interessante, per la esatta comprensione del messaggio cinematografico (una specie di interpretazione autentica) quello che lo stesso Bergman dice a proposito del suo lavoro:
"Un film che è stato uno dei miei lavori più oscuri: “La fontana della vergine”. Devo ammettere che contiene un paio di passaggi ad immediata accelerazione e di forte vitalità. L'idea di fare qualcosa al di fuori dalla vecchia folk-song 'Herr Tore di Venge's Daughters' era un forte richiamo per me. Così volli fare un “noir” medievale tratto da una brutale ballata in forma di semplice canzone folk. Ma parlandone con l'autrice del soggetto, Ulla Isaksson, ho cominciato a psicologizzare. Il primo errore è stato la volontà di introdurre un concetto “terapeutico”: la promessa solenne di costruire una chiesa con la quale espiare il tremendo peccato derivante dall'assassinio dei pastori. Artisticamente si è trattato di un escamotage assai poco interessante. Poi, l'introduzione di un concetto totalmente analizzante di Dio. La miscela di rappresentazione reale e di violenza, che ha una certa potenza artistica, ma è anche un ottimo esempio di come le migliori intenzioni possano far ottenere risultati del tutto contrastanti con le proprie motivazioni, e di come si possa trasformare un lavoro proprio nel momento in cui esso si sta sviluppando".

E, aggiunge il Maestro:
La fontana della vergine è un film turistico; una imitazione scadente di Kurosawa. A quel tempo la mia ammirazione per il cinema giapponese era al suo culmine. Ero quasi un samurai io stesso!" (Ingmar Bergman, nel suo libro: “Bergman su Bergman”)

E, infine, una breve ma interessante testimonianza sul film di Max von Sidow, contenuta in “Oggi Sidow”:
"Mi ricordo che c'era un accento fortemente intenzionale su un rapporto molto stretto tra il padre e la figlia, nel quale alla madre non era davvero permesso di entrare. Ella, tenuta fuori da quel rapporto, ne soffriva e nutriva anche una certa gelosia. La sequenza tra il racconto dello stupro e la macellazione dei rapinatori, serve quasi come un esempio da manuale di tecnica cinematografica di Ingmar Bergman, nella sua costruzione; nel montare della tensione scena dopo scena; nella quasi totale assenza di dialogo tra tutti i protagonisti”.

Come si diceva in precedenza “La fontana della vergine”, tra tutti i film di Bergman, è forse l'unico in cui, direttamente, si manifesta la presenza di Dio.
Anche se la teofania è mediata ed avviene attraverso un espediente didascalico e, tutto sommato, un po ingenuo.
Ed è anche quello in cui più accurata è la depurazione dai molteplici simbolismi cari al regista.
Ed è anche quello in cui più che in altri appare evidente la commistione tra paganesinmo e cristianesimo; tra sacro e profano; tra religione e laicità; tra aspetto del profondo rispetto divino ed atteggiamento profondamente laico.
In Tore si riscontrano tutte queste caratteristiche.
Sulle larghe spalle di Tore il Maestro getta il suo pesante fardello.
Quando si prepara alla vendetta, tipico metodo medievale per ottenere giustizia privatamente; quando si sottopone ad un rituale pagano di abluzione che lo prepari al sacrificio dei rei; quando promette a Dio, rivolgendosi direttamente a lui, di edificare una chiesa sul posto esatto del sacrificio della figlia Karin.
Ma il film è percorso, anzi permeato, da una costante, continua, tensione religiosa, che si avverte, palesemente, in alcuni momenti, in alcune scene.
Una fra tutte, ad esempio, quando un frate-contadino si rivolge al più piccolo dei tre fratelli pastori:
Vedi come il fumo trema e si abbarbica sotto il tetto: come avesse paura dell'ignoto. Eppure, se si librasse nell'aria, troverebbe uno spazio infinito dove volteggiare. Ma forse non lo sa: e così se ne sta qui, nascosto, tremolante e inquieto. Con gli uomini capita lo stesso: essi vagano inquieti come tante foglie al vento, per quel che sanno e per quello che non sanno”.

Infine, due curiosità:
1) la fonte dalla quale sgorga acqua pura e purificatrice, tornerà nei successivi film di Bergman, ad esempio nelle scene finali de “Il silenzio”;
2) il film d'esordio del regista dell'horror statunitense Wes Craven "L'ultima casa a sinistra" (1972) fu praticamente un remake del ben più noto film di Bergman, ed alla sceneggiatura collaborò, non a caso, Ulla Isakson.


Per quanto un giorno inizi lieto, finisce malamente prima del tramonto”.

Una poesia di Pier Paolo Pasolini

Bestemmia
di Pier Paolo Pasolini

"Io sono una forza del Passato.
Solo nella tradizione è il mio amore.
Vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d’altare,
dai borghi abbandonati sugli Appennini o le Prealpi,
dove sono vissuti i fratelli.
Giro sulla Tuscolana come un pazzo,
per l’Appia come un cane senza padrone.
O guardo i crepuscoli, le mattine su Roma,
sulla Ciociaria,
sul mondo,
come i primi atti della Dopostoria,
cui io assisto, per privilegio d’anagrafe,
dall’orlo estremo di qualche età sepolta".

(da “Poesie mondane")