lunedì 11 marzo 2013

Breve nota a margine dell'incontro con Franco Arminio.

Sono appena tornato da Maranola, un piccolo paesino nei pressi di Formia (Lt), dove c'era di domenica pomeriggio, un incontro col poeta e scrittore Franco Arminio, professione paesologo. 
Ci tenevo a conoscerlo personalmente, siamo già amici da qualche anno su Fb, e dovevo anche rinfrescare l'invito che gli rivolgo da un paio d'anni di venire a Coreno Ausonio per una giornata dedicata interamente alla paesologia. 
Io sono convinto che la paesologia e Franco Arminio possano salvare i paesi dallo "spaesamento" e dalla estinzione definitiva alla quale sembrano condannati dalla "modernità" (che non sempre è vero progresso). 
In un piccolo ma preziossimo saggio di uno degli ultimi intellettuali veri: Raffaele La Capria, "La mosca nella bottiglia", l'autore sostiene, con una geniale metafora, che la mosca non uscirà mai dalla bottiglia individuandone l'uscita dal collo se non sarà aiutata ad uscirne.
Da chi? Dalla filosofia!
Ecco! Secondo me, Franco Arminio e la paesologia (come la filosofia per la mosca intrappolata) aiuteranno i "paesani" ad uscire dalla bottiglia, ad emanciparsi, a liberarsi dalle catene che li tengono legati al loro destino che appare segnato. 

La paesologia è la filosofia dei paesi.
Uno dei malintesi più grossolani nel quale alcuni cadono è pensare che gli intellettuali abbiano le risposte ai problemi. 
Non so se il conduttore dell'incontro con Franco Arminio stasera a Maranola l'abbia detto perchè convinto o per pura provocazione, ma pensando forse di fare bella figura ha detto che nei libri di Arminio non c'è lo "...straccio di una proposta!" 
Non mi meraviglia, dato che è una contestazione simile veniva mossa pure a Ingmar Bergman, reo di individuare nei suoi film i problemi ma di non essere capace di fornire soluzioni. 
Franco Arminio, Ingmar Bergman e una grande quantità di intellettuali si pongono delle domande, ma umanamente non sono capaci di fornire tutte le risposte. 
Essi intavolano un inizio di discussione; tentano un approfondimento; forniscono degli abbozzi di spiegazione; avviano verso una conoscenza che possa permettere di avvistare almeno una flebile luce in fondo al tunnel, di istradare su un sentiero di esperienza, possibilmente meno impervio e scosceso di quanto non possa apparire senza i loro preziosi insegnamenti.

4 commenti:

  1. ho letto molto di quello che ha scritto Arminio, e lo stimo molto.
    anch'io sono d'accordo che non ci sia uno straccio di proposta, e sono contento di questo.
    altrimenti se la canta e se la suona.
    lui vede, focalizza, centra dei problemi, ce li fa vedere, è la Politica che ha il dovere di risolverli, non lui da solo.
    ma da noi esiste (quasi) solo la politica.

    mi torna in mente una frase di don Milani (un paesologo ante litteram), che diceva "" Sortire da soli è l'avarizia, sortire insieme è la politica."

    ciao e buon lavoro (di blog)

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    1. grazie del commento francesco. anch'io credo che il compito degli intellettuali sia quello di centrare i problemi e il compito dei politici quello di risolverli con interventi mirati (bella metafora bellica), ma, sebbene sia ottimista per natura, in questo momento vedo pochi intellettuali e ancora meno politici capaci.

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