martedì 8 agosto 2017

Disastri minerari: sono tutte tragiche storie di emigrazione.

   Il disastro di Marcinelle avvenne la mattina dell'8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle, in BelgioSi trattò di un incendio causato dalla combustione d'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica. L'incendio, sviluppatosi inizialmente nel condotto d'entrata d'aria principale, riempì di fumo tutto l'impianto sotterraneo, provocando la morte di 262 persone delle 275 presenti, in gran parte erano emigranti italiani

   Ma l'incidente è ''SOLO'' il terzo per numero di vittime tra gli italiani all'estero dopo i disastri di Monongah e di Dawson. E, se di Marcinelle si ricorda qualcuno ogni tanto, degli altri due non si ricorda nessuno, mai.

   Allora quello di Monongah lo ricordo io, nel mio libro: "Storie dalla Valle del Liri"



"...Stavolta la storia tragica che arriva dalla Marsica non è di guerre, né di terremoti, ma è una storia tragica di emigrazione. Canistro ha pagato un triste tributo al fenomeno migratorio: erano provenienti dalla cittadina alcuni dei lavoratori rimasti vittime del più grave disastro minerario della storia degli Stati Uniti, avvenuto il 6 dicembre 1907 a Monongah, nella Virginia Occidentale. è il più grave disastro minerario della storia degli Stati Uniti. L'incidente rappresenta anche una delle più gravi sciagure minerarie mondiali: morì circa un terzo dei tremila abitanti di Monongah. Delle 171 vittime "ufficiali" italiane un centinaio erano emigrati da località molisane, una quarantina erano calabresi e una trentina abruzzesi di Canistro e di Civita d‟Antino."

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