mercoledì 23 aprile 2014

13 - L'incredibile storia (vera) dei tre libri estratti sani e salvi dal cassonetto dell'immondizia nel quale erano stati miseramente buttati e che, dopo una bella pulita e spolverata, sono finiti felici e contenti nella mia libreria personale

(dal mio libro Storie dal paese dei ciclamini)

Vi siete mai chiesti come mai sempre ai mariti tocca l'incombenza triste di buttare l'immondizia? Non so da cosa dipenda questa assurda abitudine, ma fatto si è che anche oggi mi è toccato e sono andato.
Solo che oggi è successo un fatto strano. Mentre buttavo il cartone della pizza, l'occhio mi è caduto all'interno della campana della carta. Dentro, galleggiavano in superficie, c'erano tre libri, parevano semi nuovi nella semioscurità. Naturalmente ho infilato il braccio e li horaccolti. Recuperandoli dal sicuro "riciclaggio" al quale erano staticondannati. Sapete, sono curioso come una scimmia, e non ho
resistito. Il primo libro s'intitola: "Perché ai pinguini piace freddo?" Sottotitolo: "Le risposte alle domande che non vi siete mai sognati di fare". Lo giro per leggere la quarta di copertina, ma il mistero invece di diradarsi s'infittisce. Un'altra serie di domande topiche. A raffica, ma ve ne risparmio alcune, le più balzane: “perché gli gnocchi tornano sempre a galla?”; “sarà poi vero che i gatti cadono sempre in piedi?”; “quante gocce d'acqua ci sono in una nuvola?”; e altre amenità simili. Spero, almeno, che quel certo Mick O'Hara, come si è firmato il curatore, abbia le risposte giuste e definitive a questa bella scartavetrata di quesiti esistenziali. Il secondo libro ripescato s'intitola: "Lorelei" di Ionel Teodoreanu. Da quel poco che ho potuto arguire sfogliandolo subito dev'essere scritto in lingua rumena. L'autore, come mi hanno rivelato le successive ricerche su Google, morto prima che io nascessi, è stato uno scrittore e avvocato romeno, molto noto in patria, meno fuori, principalmente ricordato per i suoi racconti autobiografici legati all'infanzia, all'adolescenza ed a ricordi di famiglia. E si è anche meritata una citazione sulla Treccani. A pensarci bene penso che questo, forse non gli altri due, l'abbia buttato Veronica, la badante rumena di una vecchina che abita poco lontano dal centro raccolta rifiuti. Anche se non penso che leggerò mai il suo libro, lo terrò da conto, come ricordo. Anch'io sono appassionato ai ricordi della mia adolescenza, come Teodoreanu e soprattutto come Ingmar Bergman. Il terzo e ultimo libro è: "Mente sana in corpo sano" di L. Ron Hubbard, il più grande autore di best sellers sul miglioramento personale, come fa notare una debita nota sulla sovraccoperta. Questo nome non mi è nuovo! Mi dico a mente. Ma non sarà mica il fondatore di Scientology? Mi chiedo. Si! E' proprio lui. Allora, mettiamola così, siccome non mi sarei mai, mai, sognato di comprare un suo libro, approfitto del ritrovamento incidentale per darci un'occhiata, ma senza farmi nessuna illusione sulla validità del contenuto. Preferisco, piuttosto, fare un corso accelerato di rumeno e leggere il libro di Teodoreanu. Dopo tutto, come diceva Proust:
"Quando di un antico passato non sussiste niente, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più fragili ma più intensi, più immateriali, più persistenti, più fedeli,l’odore e il sapore
restano ancora a lungo, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sulla rovina di tutto il resto, a reggere, senza piegarsi, sulla loro gocciolina quasi impalpabile, l’immenso edificio del ricordo."


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