giovedì 3 aprile 2014

Una mattina a Norma e all'Abbazia di Valvisciolo (Lt)

On the road per Norma, 6 km di tornanti ripidissimi fino al centro storico medievale
La prima impressione che ricevo dal centro abitato è che la cittadina di Norma sia brutta, pare tutto cadente, malconservato, sgarrupato, gli edifici, pubblici e privati, i muri, i marciapiedi, perfino le strade lastricate coi sampietrini di porfido, tutte sconnesse
E' un vaso di terracotta sbreccato, un nobile decaduto, di cui puoi solo immaginare quello che era, oggi nello splendore ormai scomparso, lontano lontano
Occorrerebbe un robusto restauro generale per riportarla all'antico splendore, architetti di tutto il mondo unitevi!
Alcuni dei palazzi che affacciano sul corso centrale hanno i muri in pietra a faccia-vista e gli infissi in alluminio anodizzato, che orrore! Altri hanno la facciata rifatta, ma in modo improbabile e con dubbio gusto
I paesi è meglio abbandonarli che brutalizzarli - dico io - e pensare che quì abitano ancora più di 4000 abitanti, vanno in giro ad occhi chiusi per caso? E non occorre, certo, essere degli esteti contemplativi per accoggesi di tali brutture
E le insegne? Fa un certo effetto vedere quella della margherita di un famoso supermercato (il cui titolare non dorme la notte per pensare alla gente) incastonata in un arco di pietra medievale, ma così va il mondo
Invece di farle in plastica colorata, non potevano farle in ferro battuto?
Come erano nel medioevo, ed efficaci pure per chi non sapeva leggere
Quello che non manca mai nei centri storici è il bar (quì, in un centinaio di metri, ce ne sono una mezza dozzina) con il loro bel corredo di sedie di plastica rosse o bianche, offerte gentilmente da una famosa marca di gelati, ne sono pieni i marciapiedi e arrivano pure in strada, col corredo di tavolini anche loro bianchi e rossi offerti dal solito gelataio (anche lui non dorme la notte per pensare alla gente?)

 veduta del corso principale

 un vicolo dal quale si intravedono (foschia permettendo) la pianura pontina e il mare sullo fondo

 la bella fontana del 800
 il vialetto d'ingresso dell'Abbazia di Valvisciolo

Vado via da Norma, mi dirigo verso l'Abbazia di Valvisciolo, a rifarmi gli occhi
Edificata in stile romanico-cistercense è uno dei massimi capolavori del genere della provincia. L'abbazia è stata fondata nel XII secolo da monaci greci ed è stata occupata e restaurata dai Templari nel XIII sec.
Quando nel XIV secolo questo ordine venne disciolto subentrarono i Cistercensi.

 il chiostro visto dal corridoio interno
 uno scorcio dal chiostro
 la fontana al centro del chiostro
 particolare del capitello di una colonna nel chiostro


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